<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7446265918644600475</id><updated>2009-11-12T14:15:38.701-08:00</updated><title type='text'>SOLI D'AFRICA</title><subtitle type='html'>Per cambiare l'immagine dell'Africa in Europa e dell'Europa in Africa</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25'/><author><name>solidafrica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02974043361835713653</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>83</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7446265918644600475.post-7654243351390412088</id><published>2009-11-10T03:15:00.000-08:00</published><updated>2009-11-10T04:14:38.196-08:00</updated><title type='text'>Las Pateras de la vida</title><content type='html'>Nella piccola località di Larache, a sud di Tangeri, l’associazione “Pateras de la Vida” tenta, tra mille difficoltà, di denunciare i rischi, l’aspetto escludente e la precarietà che caratterizza l’emigrazione verso l'Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SvlXtvpqPZI/AAAAAAAAATo/g32GsbzkMcs/s1600-h/Larache.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 186px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SvlXtvpqPZI/AAAAAAAAATo/g32GsbzkMcs/s400/Larache.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402445671404551570" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La politica Europea di chiusura frontaliera e la scia di cadaveri che lascia dietro di sè nello Stretto, ha portato nel 2000 alla nascita dell’associazione &lt;strong&gt;Pateras de la Vida&lt;/strong&gt;, “una risposta ai barconi della morte” come afferma il segretario generale Mohamed Balga. &lt;br /&gt;Costituita da attivisti sindacali, femministe e difensori dei diritti umani, l’associazione nasce dalla convinzione che &lt;strong&gt;“l’emigrazione non è l’unico modo per vivere meglio, non c’è bisogno che si rischi la vita nei barconi per cercare una vita migliore. Ciò di cui c’è bisogno è coinvolgere i giovani nella democratizzazione del paese e ripartire la ricchezza nazionale secondo criteri di uguaglianza sociale.”&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Come cercate di contrastare qui sul territorio l’immagine idilliaca che molte persone Marocchine hanno dell’emigrazione?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Attraverso la sensibilizzazione. Per esempio nel 2003, assieme all’Ass. per i Diritti Umani dell’Andalucia  (Asociación Pro Derechos Humanos de Andalucía), abbiamo realizzato una campagna di sensiblizzazione in tutti i villaggi intorno a Larache, tramite visite settimanali, stand, cartelloni, senza nascondere la verità sulle morti. Abbiamo intervistato 500 persone in tale occasione, per la maggior parte giovani, per conoscere i motivi dell’emigrazione ed i programmi futuri nel caso volessero restare: il risultato è stato che il 63% degli intervistati dichiarò di essere disposto a partire immediatamente. Abbiamo proiettato video sulle condizioni disumane di lavoro nei campi di fragole in Almerìa o in ambito edile a Barcellona. Ma &lt;strong&gt;tutto ciò risulta inutile perchè quando termina la campagna di sensibilizzazione, si torna a sentirsi soli con i propri problemi, con i propri sogni, precarietà, frustrazioni...&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Con la crisi economica, è cambiata un pò la percezione dell’emigrazione? &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Molte persone che avevano il desiderio di attraversare lo stretto per raggiungere l’Europa stanno dventando coscienti del fatto che l’unica alternativa risieda nel proprio paese d’origine, e non in Europa che è un miraggio passeggero. Ciò tuttavia non significa che non partano più barconi,  dal momento che l’emigrazione si è convertita in una cultura, una moda: possono anche interporre cavi di alta tensione, ma la gente continuerà ad attraversare lo stretto. &lt;strong&gt;Finchè non vi saranno risposte concrete, opportunità di una vita migliore, specialmente per i giovani, continuerà ad esistere il desiderio di partire. &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Quando tornano coloro che sono riusciti ad arrivare in Europa, mostrano un’immagine falsa, non raccontano la verità:&lt;/strong&gt; non dicono che soffrono, che vivvono ammassati in 20 persone in pochi metri quadrati, mangiando male, in condizioni inumane. I mezzi di comunicazione Marocchini e Spagnoli non raccontano tutto ciò, ma mostrano solo i risultati istituzionali, l’impegno delle autorità, lo smantellamento di reti criminali, etc. e non parlano di ciò che avviene dopo essere sopravvissuti allo Stretto. &lt;strong&gt;E questa è una responsabilità imputabile a tutti.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;A Larache che tipo di persone decidono di emigrare?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Attualmente c’è una consistente emigrazione subsahariana. Arrivano fino a Larache con mezzi di fortuna, e vivono in zone isolate, o in periferia dove passano il giorno mendicando. Poi quando riescono a mettere da parte il denaro sufficiente per partire, cercano un barcone diretto verso l’Europa da Tangeri. Adesso partono pochi barconi perchè le aspettative di riuscita si stanno riducendo e facendosi sempre più oscure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SvlYHQuYgDI/AAAAAAAAATw/yi5zteq6dNs/s1600-h/balga.bmp"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SvlYHQuYgDI/AAAAAAAAATw/yi5zteq6dNs/s200/balga.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402446109779460146" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Avete molte difficoltà nello svolgere il vostro lavoro politico in Marocco??&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E’ pesante, subiamo l’azione delle autorità: ci sorvegliano, a volte diffamano persino il nostro lavoro.&lt;/strong&gt; Per lavorare in maniera indipendente cerchiamo di rafforzare una rete di solidarietà che ci sostiente quando siamo perseguitati o vittime di abusi da parte della polizia. &lt;br /&gt;Quest’anno ad esempio abbiamo organizzato per la terza volta l’Accampamento Internazionale di Larache, un appuntamento ormai noto. Gli ospiti Europei sono stati accolti da famiglie Marocchine. Così, piano piano si rompono gli stereotipi, è una maniera di conoscere la realtà e rafforzare la rete di solidarietà.&lt;br /&gt;In Marocco invece facciamo parte di Chabaka (che in arabo significa per l’appunto rete) per la solidarietà e lo sviluppo che riunisce oltre 70 organizzazioni.&lt;br /&gt;Lavorate anche con i minori?&lt;br /&gt;Come associazione facciamo parte anche della Rete Statale di appoggio ai minori, perché riteniamo che circa 4000 se non addirittura &lt;strong&gt;5000 bambini marocchini siano detenuti in differenti centri minorili nella più totale arbitrarietà&lt;/strong&gt;. Molti piccoli emigranti vengono rimpatriati contro la propria volontà ponendoli in condizioni di pericolo alla frontiera o nei commissariati, senza nemmeno rintracciarne la famiglia. Quando riceviamo qualche segnalazione di rimpatrio forzato di minorenni, contattiamo le famiglie e ci rendiamo portavoce emettendo denunce qualora necessario. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Come percepisce lo sviluppo del Marocco e che ruolo riveste a tal fine la cooperazione internazionale?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Credo che non abbiamo alcun bisogno dell’elemosina Europea&lt;/strong&gt; per lenire le ferite provocate da determinate politiche. &lt;strong&gt;Ciò che è fondamentale per lo sviluppo è l’essere umano.&lt;/strong&gt; Puntiamo tutto sul preparare culturalmente e professionalmente uomini e donne da inserire nel cambiamento. Ciò che manca è un impegno politico nei confronti della popolazione per formarla ed eliminare la paura. Perché in Marocco c’è una cultura del terrore, c’è molta pressione contro gli attivisti. Credo che molte ONG lavorino solo per avere sovvenzioni e lucrino sulla cooperazione. In tutto il teatrino della cooperazione che fine fa l’obiettivo di rafforzare il tessuto associativo locale Marocchino? In Spagna molte associazioni si sono convertite in imprese, e noi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall'intervista di Soraya González e Irene G. Rubio (Redacción/Larache, Marruecos)di Giovedì 17 de septiembre de 2009 pubblicata sul Número 109 del periodico &lt;em&gt;Diagonal&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chiunque volesse contattare l'ass. "Pateras de la Vida" o richiedere informazioni sul prossimo campo estivo che si terrà a Larache, può scrivere in Francese o in Spagnolo al segretario dell'Associazione, Mohamed Balga, all'indirizzo e-mail pateras_vida@hotmail.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7446265918644600475-7654243351390412088?l=solidafrica2007.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/feeds/7654243351390412088/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7446265918644600475&amp;postID=7654243351390412088' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/7654243351390412088'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/7654243351390412088'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/2009/11/las-pateras-de-la-vida.html' title='Las Pateras de la vida'/><author><name>solidafrica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02974043361835713653</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='13250394127693992447'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SvlXtvpqPZI/AAAAAAAAATo/g32GsbzkMcs/s72-c/Larache.JPG' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7446265918644600475.post-242379651304697421</id><published>2009-10-12T15:00:00.000-07:00</published><updated>2009-10-19T14:38:08.646-07:00</updated><title type='text'>Per un mondo Interetnico</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/StOobVv1u6I/AAAAAAAAATY/QUgNIUxCxow/s1600-h/100X140.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 286px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/StOobVv1u6I/AAAAAAAAATY/QUgNIUxCxow/s400/100X140.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5391838366540348322" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eravamo in 200 mila. La testa del corteo era incazzata nera! E già, in tutti i sensi, i protagonisti sono stati loro, i MIGRANTI. Africani, Magrebini, Arabi, Asiatici, Latinoamericani, gente dell'est Europa e ... Italiani un pò in crisi sullo stato di appartenenza. Un coro unanime contro ogni forma di discriminazione e una richiesta precisa alle istituzioni: fermare l'operatività del "pacchetto sicurezza".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7446265918644600475-242379651304697421?l=solidafrica2007.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/feeds/242379651304697421/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7446265918644600475&amp;postID=242379651304697421' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/242379651304697421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/242379651304697421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/2009/10/per-un-mondo-interetnico_12.html' title='Per un mondo Interetnico'/><author><name>solidafrica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02974043361835713653</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='13250394127693992447'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/StOobVv1u6I/AAAAAAAAATY/QUgNIUxCxow/s72-c/100X140.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7446265918644600475.post-2569318174503939315</id><published>2009-07-17T05:24:00.000-07:00</published><updated>2009-09-28T07:50:17.819-07:00</updated><title type='text'>Walking Africa_Settimana di studio e lavoro.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SsDNDEsu3CI/AAAAAAAAAS4/lGVTswV00Ng/s1600-h/Immagine+039-2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SsDNDEsu3CI/AAAAAAAAAS4/lGVTswV00Ng/s400/Immagine+039-2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5386530607019777058" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SsDNCo64VDI/AAAAAAAAASw/9Zh5DGH_Or0/s1600-h/Immagine+036.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SsDNCo64VDI/AAAAAAAAASw/9Zh5DGH_Or0/s400/Immagine+036.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5386530599562925106" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SsDNCCebkHI/AAAAAAAAASo/5Vr3g8QgDbI/s1600-h/tavolata.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SsDNCCebkHI/AAAAAAAAASo/5Vr3g8QgDbI/s400/tavolata.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5386530589243052146" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SsDNBze1lkI/AAAAAAAAASg/qNGZ1ClQVUQ/s1600-h/Immagine+024.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SsDNBze1lkI/AAAAAAAAASg/qNGZ1ClQVUQ/s400/Immagine+024.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5386530585218225730" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SsDNBbd4vOI/AAAAAAAAASY/DukG68SEoSs/s1600-h/prato.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SsDNBbd4vOI/AAAAAAAAASY/DukG68SEoSs/s400/prato.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5386530578771786978" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è concluso anche quest'anno il consueto appuntamento del campo a cui SolidAfrica da tempo si dedica. Ecco qualche foto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7446265918644600475-2569318174503939315?l=solidafrica2007.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/feeds/2569318174503939315/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7446265918644600475&amp;postID=2569318174503939315' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/2569318174503939315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/2569318174503939315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/2009/07/walking-africa-settimana-di-studio.html' title='Walking Africa_Settimana di studio e lavoro.'/><author><name>solidafrica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02974043361835713653</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='13250394127693992447'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SsDNDEsu3CI/AAAAAAAAAS4/lGVTswV00Ng/s72-c/Immagine+039-2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7446265918644600475.post-7967023964255342235</id><published>2009-06-06T04:48:00.000-07:00</published><updated>2009-06-06T05:12:30.470-07:00</updated><title type='text'>Diritti vs avidità: la lotta dei Boscimani continua - Un'altra Africa</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SipcRFv5DrI/AAAAAAAAARo/1PSK81Q2P2E/s1600-h/boscimani01.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 278px; height: 182px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SipcRFv5DrI/AAAAAAAAARo/1PSK81Q2P2E/s400/boscimani01.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5344185356499095218" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Continua la resistenza dei boscimani per la difesa dei propri diritti contro i soprusi del governo del Botswana, che dal 1986 sta ricorrendo ad ogni mezzo per costringerli ad andarsene dal territorio su cui questo popolo di raccoglitori-cacciatori vive da 22 000 anni e poter così dare in concessione il sottosuolo a società straniere come la De Beers. Nonostante nel dicembre 2006, con sentenza della Corte Suprema del Botswana, il governo sia stato condannato per azioni &lt;br /&gt;"incostituzionali" e "illegali" nei confronti dei boscimani, e nonostante siano state ufficialmente assegnate loro le terre in questione, i boscimani continuano a tutt'oggi, dopo secoli di soprusi e anni di battaglie legali, a dover lottare per poter vivere nel Kalahari Centrale. &lt;br /&gt;Purtroppo questa incantevole area, è davvero troppo ricca. Oltre ai diamanti ora in ballo c'è anche un progetto per la costruzione di un villaggio turistico. E le strategie del governo si rinnovano nel silenzio. Non più solo arresti e torture, ma anche la negazione di accedere ai pozzi d'acqua e,il 20 maggio scorso, la confisca inaspettata da parte della polizia di tutto il bestiame della counità, unica fonte di sopravvivenza per un popolo privato della possibilità di cacciare. Intanto, nei pochi ettari di riserve loro assegnate, i nativi muoiono lentamente, nella più totale noncuranza della comunità internazionale che si ricorda della saggezza e dell'importanza di questo popolo millenario solo in occasione di safari spettacolari o documentari antropologici!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7446265918644600475-7967023964255342235?l=solidafrica2007.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/feeds/7967023964255342235/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7446265918644600475&amp;postID=7967023964255342235' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/7967023964255342235'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/7967023964255342235'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/2009/06/diritti-vs-avidita-la-lotta-dei.html' title='Diritti vs avidità: la lotta dei Boscimani continua - Un&apos;altra Africa'/><author><name>solidafrica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02974043361835713653</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='13250394127693992447'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SipcRFv5DrI/AAAAAAAAARo/1PSK81Q2P2E/s72-c/boscimani01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7446265918644600475.post-8562804902744414306</id><published>2009-06-02T05:51:00.000-07:00</published><updated>2009-06-02T05:57:05.276-07:00</updated><title type='text'>AFRICAN PRIDE</title><content type='html'>"African Pride" by Buju Banton &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Ethiopia) Africans with African pride &lt;br /&gt;(Somalia) Fighting to attain our rights &lt;br /&gt;Want no more shedding of blood &lt;br /&gt;For our nation to move forward &lt;br /&gt;(Mozambique) Africans with African pride &lt;br /&gt;(Zambia) Fighting to attain our rights &lt;br /&gt;Want no more shedding of blood &lt;br /&gt;For dis nation to move forward &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Self help with inner motivation &lt;br /&gt;Teach I to be self sufficient &lt;br /&gt;Don´t want to depend on no one &lt;br /&gt;For attainment of my bread &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Nigeria) Africans with African pride &lt;br /&gt;(Ghana) Fighting to attain our rights &lt;br /&gt;Want no more shedding of blood &lt;br /&gt;For dis nation to move forward &lt;br /&gt;(Zimbabwe) Africans with African pride &lt;br /&gt;(Zaire) Fighting to attain our rights &lt;br /&gt;Want no more shedding of blood &lt;br /&gt;For dis nation to move forward ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/WcQG3XfZMbc&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/WcQG3XfZMbc&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7446265918644600475-8562804902744414306?l=solidafrica2007.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/feeds/8562804902744414306/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7446265918644600475&amp;postID=8562804902744414306' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/8562804902744414306'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/8562804902744414306'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/2009/06/african-pride-by-buju-banton-ethiopia.html' title='AFRICAN PRIDE'/><author><name>solidafrica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02974043361835713653</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='13250394127693992447'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7446265918644600475.post-926989513812916093</id><published>2009-05-20T17:42:00.001-07:00</published><updated>2009-05-20T17:45:47.540-07:00</updated><title type='text'>FotogrAfrica anche tu!!! Africa-Europa, Europa-Africa: zero distanze!</title><content type='html'>Tra le iniziative di Soli d'Africa c'è anche la mostra FotogrAfrica "Europa-Africa Africa-Europa ZeroDistanze", che portiamo nelle piazze in giro per l'Italia. La mostra inizialmente prevedeva foto dei nostri viaggi, delle nostre amicizie in italia, le testimonianze delle nostre esperienze. Ma da qualche mese abbiamo deciso di coinvolgere tutti voi: mandateci le vostre foto, in sintonia col tema della mostra, che spieghiamo di seguito. Noi le stamperemo e indicheremo il nome dell'autore con una breve didascalia fornita da voi, così sarete protagonisti di tante iniziative in giro per l'Italia e testimoni che le distanze tra due continenti di possono accorciare senza necessita di pacchetti sicurezza o sensazionalità ma nella semplicità dei rapporti quotidiani... &lt;br /&gt;La Mostra FotogrAfrica "Europa-Africa Africa-Europa ZeroDistanze" vuole presentarsi mostrando immagini di incontro e di relazioni tra giovani africani e europei. Sono foto scattate sotto lo stesso cielo ma in posti, luoghi e nazioni diverse, troverete, infatti, foto scattate in Italia, di frammenti di giorni in Kenya, momenti trascorsi in compagnia in Mozambico, in Guinea Bissau e altro. L’incontro puro, vere relazioni, l’uno di fronte all’altro, uno accanto all’altro…Zero Distanze…Altre volte invece la Mostra è alla ricerca di quelle sfumature e incrinature che creano non solo distanze ma veri e propri abissi e lacune di rapporti paritari: dove la distanza non solo esiste ma sembra che il vero incontro venga a mancare dando false immagini di relazioni. Un viaggio tortuoso e complicato tra muri che spesso inconsapevolmente costruiamo, tra le distanze che riusciamo invece ad azzerare e tra la continua scoperta di nuove e forti relazioni. &lt;br /&gt;Contatti mail: solidafrica2007@libero.it &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/ShSj_FL-zvI/AAAAAAAAARg/I5EWlTCpCpw/s1600-h/RSCN8907.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/ShSj_FL-zvI/AAAAAAAAARg/I5EWlTCpCpw/s400/RSCN8907.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5338071762460397298" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le foto partecipanti potranno essere state scattate in qualunque angolo del mondo,in momenti di convivialità in cui l'amicizia fa esplodere i vostri sorrisi,o in momenti di difficoltà,durante cene e gite insieme o attività più o meno faticose realizzate in comune fianco a fianco; oppure per strada quando si voltano le spalle al solito venditore,o si immortalano momenti di viaggi esotici ma con persone che nemmeno si conoscono solo perchè fa tanto United colors of benetton...Gli esempi sono infinti ma ogni foto avrà un significato particolare ed un valore speciale..sta a voi farcelo scoprire attraverso la semplicità di immagini quotidiane scattate all'improvviso o studiate ad arte con spirito di denuncia per tutte quelle volte che uno dei due continenti cerca di chiudersi...non importa che vi appaiono banali, se le avete scattate per cogliere di sorpresa i vostri amici, o per portarne il ricordo sempre con voi..&lt;br /&gt;i motivi e le sfumature di ogni foto, sono preziosi e sono proprio ciò che ci farà volare da un un Paese all'altro, ricordandoci che una relazione vera fondata sulla conoscenza, sul rispetto reciproco (..e su molto altro ancora) tra Africa ed Europa è possibile, perchè noi tutti, i giovani di entrambi i continenti lo dimostriamo ogni giorno a chi ancora non vuole crederci!&lt;br /&gt;Per partecipare, inviate al nostro indirizzo - solidafrica2007@libero.it - le vostre foto preferite, che rappresentano una o entrambe le categorie (incontro e non-incontro) indicando il luogo e la data dello scatto, il titolo che sceglierete per la vostra opera ed eventualmente una breve didascalia. Noi provvederemo alla stampa e vi manderemo la presentazione dell'intera mostra e le date delle future esposizioni in Italia...Il prossimo appuntamento è per Sabato 13 Giugno a Roma, in Piazza Farnese, all'interno della manifestazione "Italia Africa:riconosciamoci"...Vi aspettiamo!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7446265918644600475-926989513812916093?l=solidafrica2007.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/feeds/926989513812916093/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7446265918644600475&amp;postID=926989513812916093' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/926989513812916093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/926989513812916093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/2009/05/fotografrica-anche-tu-africa-europa.html' title='FotogrAfrica anche tu!!! Africa-Europa, Europa-Africa: zero distanze!'/><author><name>solidafrica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02974043361835713653</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='13250394127693992447'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/ShSj_FL-zvI/AAAAAAAAARg/I5EWlTCpCpw/s72-c/RSCN8907.JPG' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7446265918644600475.post-1698455562706553962</id><published>2009-05-18T02:41:00.000-07:00</published><updated>2009-05-18T02:49:08.611-07:00</updated><title type='text'>Giovani in azione per il futuro della Liberia – Un’Altra Africa</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/ShEvEM0dzeI/AAAAAAAAARQ/Xqv3xFqMv0I/s1600-h/n8337530501_318058_5682.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/ShEvEM0dzeI/AAAAAAAAARQ/Xqv3xFqMv0I/s400/n8337530501_318058_5682.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5337098782618013154" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Puntando tutto su rispetto, dignità e motivazione, tanti giovani in Liberia hanno deciso di unirsi in una coalizione: la Coalizione dei movimenti della gioventù liberiana, organizzazione apolitica no-profit, il cui motto è "Partnering to Shape the Future of Liberian Youths Everywhere”.&lt;br /&gt;Scopo della LYC, dall’acronimo inglese di Liberian Youth Coalition, è riunire, formare, ed offrire opportunità a tutti i giovani Liberiani in qualunque parte del mondo risiedano, per lottare contro la povertà, il "sottosviluppo" e l’instabilità politica.&lt;br /&gt;Come ci ricorda il presidente Maxwell Gribsbay: “we need to be persistent in our actions and commitments to contribute to the development of our youths who are the future of Liberia”.&lt;br /&gt;A dimostrazione del proprio impegno e perseveranza - mentre in Europa si moltiplicano gli spot semplicemente per invitare i giovani a votare alle Elezioni del Parlamento Europeo, che si terranno il 6 e 7 Giugno 2009 - in questi giorni la LYC sta manifestando per le strade e davanti al Parlamento di Monrovia per chiedere le dimissioni del Ministro della Giustizia, Philips Banks, dopo la recente apertura di un'inchiesta per "uso illegale" di 508.000 dollari americani: Richiesta, a quanto pare  più che legittima, dato che i dollari (sottratti durante un arresto), sarebbero dovuti essere versati nelle casse dello Stato mentre invece pare che siano stati spesi in fantomatiche operazioni di sicurezza.  Il Governo non si è ancora espresso a riguardo, ma certamente i Giovani membri della Coalizione continueranno nella loro opera per offrire un futuro migliore alla Liberia ed ai suoi figli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7446265918644600475-1698455562706553962?l=solidafrica2007.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/feeds/1698455562706553962/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7446265918644600475&amp;postID=1698455562706553962' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/1698455562706553962'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/1698455562706553962'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/2009/05/giovani-in-azione-per-il-futuro-della.html' title='Giovani in azione per il futuro della Liberia – Un’Altra Africa'/><author><name>solidafrica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02974043361835713653</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='13250394127693992447'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/ShEvEM0dzeI/AAAAAAAAARQ/Xqv3xFqMv0I/s72-c/n8337530501_318058_5682.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7446265918644600475.post-5442870047568057013</id><published>2009-05-15T02:54:00.000-07:00</published><updated>2009-05-15T04:03:10.143-07:00</updated><title type='text'>Come un uomo sulla Terra</title><content type='html'>Dall'impegno di Riccardo Biadene, Andrea Segre e Dagmawi Yimer nasce il documentario "Come un uomo sulla Terra": per la prima volta in un film, la voce diretta dei migranti africani sulle brutali modalità con cui la Libia controlla i flussi migratori, su richiesta e grazie ai finanziamenti di Italia ed Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per pretendere la fine delle violenze e delle deportazioni arbitrarie, firmate la petizione on line che trovate sul blog di Come un uomo sulla Terra...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://comeunuomosullaterra.blogspot.com/&lt;a href="&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/j1Z86oFrGLI&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/j1Z86oFrGLI&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x234900&amp;color2=0x4e9e00" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come un uomo sulla terra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un film di Riccardo Biadene, Andrea Segre, Dagmawi Yimer&lt;br /&gt;Regia di Andrea Segre e Dagmawi Yimer in collaborazione con Riccardo Biadene&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con Fikirte Inghida, Dawit Seyum, Senait Tesfaye, Tighist Wolde, Tsegaye Nedda, Damallash Amtataw, Johannes Eyob, Tsegaye Tadesse, Negga Demitse &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Musiche originali: Piccola Bottega Baltazar&lt;br /&gt;Soggetto e Fotografia: Andrea Segre&lt;br /&gt;Montaggio: Luca Manes (OFF!CINE) con la collaborazione di Sara Zavarise (ZaLab)&lt;br /&gt;Collaborazione al soggetto: Stefano Liberti&lt;br /&gt;Consulenza giornalistica: Stefano Liberti e Gabriele Del Grande&lt;br /&gt;Consulenza storica: Alessandro Triulzi&lt;br /&gt;Consulenza editoriale: Alberto Bougleux (ZaLab)&lt;/em&gt;Grafica: Marco Lovisatti&lt;br /&gt;Postproduzione audio: Riccardo Spagnol&lt;br /&gt;Traduzioni: Dagmawi Yimer, Riccardo Biadene, Mattia Bilardello&lt;/strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7446265918644600475-5442870047568057013?l=solidafrica2007.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/feeds/5442870047568057013/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7446265918644600475&amp;postID=5442870047568057013' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/5442870047568057013'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/5442870047568057013'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/2009/05/come-un-uomo-sulla-terra.html' title='Come un uomo sulla Terra'/><author><name>solidafrica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02974043361835713653</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='13250394127693992447'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7446265918644600475.post-7022325554716466567</id><published>2009-05-11T17:38:00.000-07:00</published><updated>2009-05-11T17:43:27.806-07:00</updated><title type='text'>The clever donkey - It is over!But now, nimechanuka uko mashakani..my time has come to stand for my rights!</title><content type='html'>Dal compositore, cantante e musicista del nuovo disco "Manani Amani" (presto in uscita anche in Italia), ci arriva da Nairobi una poesia che grida la ribellione dei più deboli contro l'umiliazione e lo sfruttamento quotidiano che subiscono, la presa di coscienza e l'alzarsi in piedi per i propri diritti, il sollevare la testa contro chi cerca di comprarli pagando miseramente il loro lavoro con un salario da fame o tentando di comprarne il voto come se la loro dignità valesse meno del denaro e degli agi dei propri sfruttatori che si sono arricchiti sulle sofferenze altrui.&lt;br /&gt;Un determinato rifuto allo sfruttamento da leggere tutto d'un fiato per un respiro di speranza.."it is over...My time as come to stand for my rights"!!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;THE CLEVER DONKEY &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;It is over! It is over! It is over! I said, it is over!&lt;br /&gt;Today I am not going to work.&lt;br /&gt;I said, am not working at all.&lt;br /&gt;You have been using me the way you want.&lt;br /&gt;Calling me, a stupid donkey.&lt;br /&gt;Who doesn’t know his own rights?&lt;br /&gt;You have been over working from morning to evening. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;You have been giving me grass &lt;br /&gt;While you eat meat and drink milk from my own sweat.&lt;br /&gt;If you want to kill me, go ahead and kill me.&lt;br /&gt;Because I said,&lt;br /&gt;Am not going to change my mind.&lt;br /&gt;I said, am not working at all.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;You called me a fool donkey,&lt;br /&gt;Mushamba wa mashambani      &lt;br /&gt;But now, nimechanuka uko mashakani&lt;br /&gt;My time has come to stand for my rights&lt;br /&gt;My rights as a poor donkey&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Remember the day I started working for you,&lt;br /&gt;You were very thing! Very thing! Like a needle!&lt;br /&gt;Yes like a needle.&lt;br /&gt;And now, you have grown rich and fatty&lt;br /&gt;Look at your big belly, the way you dress.&lt;br /&gt;This is because of me.&lt;br /&gt;Stop pretending that you don’t know me&lt;br /&gt;So go ahead and kill me if you like.&lt;br /&gt;Because I said, I am not working at all.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I am still waiting for you,&lt;br /&gt;To buy me for another term &lt;br /&gt;The way you did last year  &lt;br /&gt;Just because am still a donkey?&lt;br /&gt;You will see even if you buy me,&lt;br /&gt;I said, am not going to work.And I will not stop to say…                                          &lt;br /&gt;                                                                                                                           By Stanley Didi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7446265918644600475-7022325554716466567?l=solidafrica2007.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/feeds/7022325554716466567/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7446265918644600475&amp;postID=7022325554716466567' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/7022325554716466567'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/7022325554716466567'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/2009/05/clever-donkey-it-is-overbut-now.html' title='The clever donkey - It is over!But now, nimechanuka uko mashakani..my time has come to stand for my rights!'/><author><name>solidafrica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02974043361835713653</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='13250394127693992447'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7446265918644600475.post-1621174993420574291</id><published>2009-05-11T16:03:00.001-07:00</published><updated>2009-05-11T17:45:42.536-07:00</updated><title type='text'>"O molho de feijão que a minha mae preparou" - Un'altra Africa</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Imparare a vivere e non lasciare che la vita ci viva” è uno dei motti di Osvaldo Lourenço, menino de rua na rua, come è solito definirsi lo stesso Osvaldo…&lt;br /&gt;Menino DE rua NA rua, perché dopo aver trascorso 6 anni per le strade di Maputo, capitale del Mozambico, e dopo aver ricevuto - grazie a Padre Vicente Berenguer che ha creduto in lui e nella sua sensibilità ed abilità poetica – l’opportunità di studiare e di avere un tetto sulla testa, Osvaldo è tornato in strada per mettere la propria esperienza, la propria formazione psico-pedagogica, e la propria casa, a disposizione di tutti i piccoli “desfavorecidos” che incontra.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SgiwZSdxC2I/AAAAAAAAAQw/t6h2tzETT2k/s1600-h/DSC00807.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334707707120257890" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 150px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SgiwZSdxC2I/AAAAAAAAAQw/t6h2tzETT2k/s200/DSC00807.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Aperta a circa 80 bimbi e ragazzini di età compresa tra i 4 ed i 15 anni, la sua casa nel quartiere periferico di Matendene a Maputo è diventata in breve la Casa Comunitaria Infantile di Matendene, meglio conosciuta come “Molho de feijão que a minha mãe preparou”, espressione con la quale Osvaldo ama riferirsi a tutto ciò che le varie esperienze della vita ci offrono, mescolate assieme alla nostra buona volontà in un’unica e saporita zuppa, molho de feijão appunto, ovvero tutto ciò di cui si ha bisogno per imparare a vivere: la formazione intellettuale, personale e morale dei ragazzini di strada di Maputo, di bambini con disabilità fisiche e visive, e dei piccoli che avendo perso i genitori vivono con i nonni nel barrio di Matendene, costituisce difatti l’obiettivo dell’Associazione Muodjo di cui Osvaldo è presidente,&lt;br /&gt;L’associazione, che aspira ad estendersi a livello nazionale nelle province di Beira, Tete, Zambezia ed Inhambane (essendosi guadagnata il sostegno della sposa del Presidente, dell’EDM, della Croce Rossa Mozambicana e del PIREP), organizza periodicamente:&lt;br /&gt;- workshop ed eventi comunitari di sensibilizzazione per far sentire i piccoli accolti e non rifiutati dalla società;&lt;br /&gt;- promuove attività culturali (sessioni di musica e danza tradizionale, pomeriggi con gli antichi canta-storie…);&lt;br /&gt;- stimola la creatività dei bambini con varie attività artistiche (pittura, arte plastica, tecniche di riciclo di materiali di scarto, corsi in collaborazione con il Museo de Arte di Maputo);&lt;br /&gt;- propone attività formative (corsi di lingua inglese ed informatica):&lt;br /&gt;- ed opera quindi come “Scuola di risorse,formazione vocazionale ed abilità per la vita”…in sintesi: molho de feijão que a minha mãe preparou! &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334711261971549810" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 256px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SgizoNUXDnI/AAAAAAAAAQ4/McpuUeDMKYU/s400/DSC00835.JPG" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Ma l’insegnamento più grande che i piccoli di Matendene possono ricevere, è racchiuso nel nome stesso dell’Associazione: Muodjo.&lt;br /&gt;Muodjo rappresenta infatti quello spazio antropologico di oscurità in cui l’essere si auto-destina, determina e sprigiona tutte le proprie abilità che saranno poi necessarie per liberarsi, uscire dall’oscurità e vivere.&lt;br /&gt;L’esperienza di Osvaldo dimostra a tutti che è possibile liberarsi e tornare a vivere; con il suo impegno sociale e la sua grinta, prova a grandi e piccini, ricchi e non, che nel momento in cui la società accoglie gli esclusi…”coisas maravilhosas vao a acontecer”..accadono cose meravigliose!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334711262889117746" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 375px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SgizoQvICDI/AAAAAAAAARA/Ph97KGgaYgw/s400/DSC00848.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Per ulteriori informazioni, potete scriverci al nostro indirizzo&lt;br /&gt;&lt;a href="mailto:Solidafrica2007@libero.it"&gt;solidafrica2007@libero.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;o contattare direttamente Osvaldo al numero +258-824322197&lt;br /&gt;mail: &lt;a href="mailto:yosvaldoo@yahoo.com.br"&gt;yosvaldoo@yahoo.com.br&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7446265918644600475-1621174993420574291?l=solidafrica2007.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/feeds/1621174993420574291/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7446265918644600475&amp;postID=1621174993420574291' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/1621174993420574291'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/1621174993420574291'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/2009/05/o-molho-de-feijao-que-minha-mae.html' title='&quot;O molho de feijão que a minha mae preparou&quot; - Un&apos;altra Africa'/><author><name>solidafrica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02974043361835713653</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='13250394127693992447'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SgiwZSdxC2I/AAAAAAAAAQw/t6h2tzETT2k/s72-c/DSC00807.JPG' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7446265918644600475.post-8152629142441101105</id><published>2009-04-24T06:21:00.000-07:00</published><updated>2009-04-24T06:28:26.698-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>"Alone, one achives nothing.&lt;br /&gt;Together, we have the strenght to rebuild our Mother Africa and bring back her power and dignity"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Seule, on n'arrive à rien.&lt;br /&gt;Ensamble, nous somes plus forts pour relever notre Mère Afrique et lui rendre sa force et sa dignité"&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;DOBET GNAHORE'&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7446265918644600475-8152629142441101105?l=solidafrica2007.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/feeds/8152629142441101105/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7446265918644600475&amp;postID=8152629142441101105' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/8152629142441101105'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/8152629142441101105'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/2009/04/alone-one-achives-nothing.html' title=''/><author><name>solidafrica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02974043361835713653</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='13250394127693992447'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7446265918644600475.post-2804036397537548994</id><published>2009-04-09T07:06:00.000-07:00</published><updated>2009-04-09T07:37:18.563-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://gelohc.altervista.org/iniziative/assemblea_contro_g8.pdf"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 842px; height: 1191px;" src="http://gelohc.altervista.org/iniziative/assemblea_contro_g8.pdf" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(85, 26, 139); text-decoration: underline;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7446265918644600475-2804036397537548994?l=solidafrica2007.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/feeds/2804036397537548994/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7446265918644600475&amp;postID=2804036397537548994' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/2804036397537548994'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/2804036397537548994'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/2009/04/blog-post.html' title=''/><author><name>solidafrica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02974043361835713653</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='13250394127693992447'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7446265918644600475.post-4287081448000653998</id><published>2009-02-12T14:18:00.000-08:00</published><updated>2009-02-12T14:39:03.310-08:00</updated><title type='text'>Viaggio responsabile in Kenya</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SZShli4eOZI/AAAAAAAAAQY/0OpPilBQL_M/s1600-h/kilimanjaro.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5302040327712815506" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SZShli4eOZI/AAAAAAAAAQY/0OpPilBQL_M/s320/kilimanjaro.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Soli d'Africa guarda il Kenia come prossima meta da raggiungere. Si preparano per un viaggio. Cercano il modo, tra mille impegni, per liberarsi in quel periodo e fanno conti in tasca per raccimolare i soldi necessari. Manca ancora un pò di tempo alla partenza, ma la fase organizzativa è già partita. Da Nairobi i ragazzi del The Big Issue ci mandano la conferma di fattibilità. Per i biglietti la formula è: prima si prenotano, meno si pagano. Tante cose a cui pensare, ma la mente sembra essere già lì. Per molti di noi significa ritornare in quella terra e tra quella gente conosciuta al World Social Forum. Per altri significa conoscere il secondo, terzo, quarto...paese dell'Africa. Per chi non è stato ancora contagiato dal Mal d'Africa sarà La Sua Prima Volta!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il viaggio comincia dalla città di Nairobi, per la precisione dai suoi piccoli e grandi insediamenti informali meglio conosciuti come baraccopoli o slum. Un breve corso di ki-swahili sarà in modo migliore per entrare in contatto con le realtà dei luoghi. Scaleremo (da principianti) il Kilimanjaro non solo per vivere una sfida fantastica alle pendici del monte più alto d’Africa, ma soprattutto per partecipare all’evento internazionale “Climb Kilimanjaro for peace” organizzato dai Ghetto Reporters del The Big Issue (mensile di giornalismo di strada). Il viaggio proseguirà alla volta della sorgente del Nilo per poi fermarsi due giorni nel posto dove ha avuto origine la specie umana: la Rift Valley. Come in ogni buon viaggio, gli ultimi giorni saranno dedicati al relax sulla costa dell’Oceano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Programma&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;4 sabato&lt;/span&gt;:&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Partenza; arrivo e sistemazione a Nairobi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;5 domenica:&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Visita di Nairobi City&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;6 lunedì:&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Visita di Dandora e lezione di Ki-Swahili&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;7 martedì:&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Visita alla “Shalom house” centro ricerche di Amani; lezione di Ki-Swahili&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;8 mercoledì:&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Visita di Korogogho e passeggiata fino a Dandora; lezione di Ki-Swahili&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;9 giovedì:&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Visita di Mathare - lezione di Ki-Swahili&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;10 venerdì:&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Partenza da Nairobi alla volta del Monte Kilimanjaro&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;11 sabato:&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Scalata del Kilimanjaro&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;12 domenica:&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ritorno a Nairobi&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;13 lunedì:&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Partenza per Kisumu; escursione in barca sul Lago Vittoria&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;14 martedì:&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Partenza per Naivasha; visita e sistemazione sul lago&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;15 giovedì:&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Visita della Rift Valley attraverso Hell’s gate National Park&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;16 venerdì:&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Partenza per Tiwi Beach sull’Oceano Indiano&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;17 sabato:&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Spiagge bianche, mare corallino e tanta pace!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;18 domenica:&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Partenza per Nairobi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;19 lunedì:&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Saluti e partenza per l’Italia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante tutto il viaggio saremo accompagnati da guide locali.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Caratteristiche dei viaggiatori: senso di avventura, adattamento e forte responsabilità sociale.&lt;/div&gt;Periodo: 4-19 aprile 2009&lt;br /&gt;Costo: 1500 Euro&lt;br /&gt;Partecipanti: massimo 10&lt;br /&gt;Adesioni: entro il 28 febbraio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Info: &lt;a href="http://www.solidafrica2007.blogspot.com/"&gt;http://www.solidafrica2007.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;a href="mailto:solidafrica2007@libero.it"&gt;solidafrica2007@libero.it&lt;/a&gt; 338 4874585 (martino)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7446265918644600475-4287081448000653998?l=solidafrica2007.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/feeds/4287081448000653998/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7446265918644600475&amp;postID=4287081448000653998' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/4287081448000653998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/4287081448000653998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/2009/02/viaggio-responsabile-in-kenya.html' title='Viaggio responsabile in Kenya'/><author><name>solidafrica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02974043361835713653</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='13250394127693992447'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SZShli4eOZI/AAAAAAAAAQY/0OpPilBQL_M/s72-c/kilimanjaro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7446265918644600475.post-2002566047673526388</id><published>2009-01-30T07:41:00.000-08:00</published><updated>2009-01-31T03:14:21.727-08:00</updated><title type='text'>I giovani Ghetto Reporter del The Big Issue Kenya - Un'altra Africa</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Mai sentito parlare di Ghetto Reporters?? Ebbene, i ghetto reporters sono loro, i giovani professionisti del The Big Issue Kenya.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5297113985748984530" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 144px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SYMhGs9SYtI/AAAAAAAAAQQ/PwTNxG3q5S4/s400/36.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;Ghetto Reporters è un gruppo di giornalisti degli insediamenti informali di Nairobi (meglio noti come baraccopoli), che lavorano dal 2007 per diffondere l’informazione quotidiana nelle proprie comunità.&lt;br /&gt;Sempre più spesso i media tendono ad ignorare tutta quella fascia di popolazione che vive per le strade, senza un tetto, che è esposta a pericoli di ogni genere, all’HIV ed AIDS e ad altri rischi sanitari, a discriminazione ingiustificata, a dipendenza da droghe, ed alla conseguente impossibilità di uscire da questa situazione mai scelta. Per quanto sia impossibile eliminare completamente simili problemi, si rende sempre più necessario denunciarne l’esistenza e spiegarne il significato profondo e le difficili implicazioni che comportano, per porre fine a questa "conveniente" povertà di notizie ed informazioni riguardanti gli slum.&lt;br /&gt;E’ sulla base di questa esigenza che è nata The Big Issue Kenya, una rivista di strada ma anche e soprattutto un’organizzazione sociale impegnata nel campo dell’informazione e dell’auto-riscatto di disoccupati, senza tetto e di tutti gli emarginati della società.&lt;br /&gt;Gli obiettivi principali del The Big Issue Kenya, consistono nel:&lt;br /&gt;- Offrire opportunità di sviluppo, e di auto-impiego per permettere ad adulti emarginati di convertire la propria esclusione sociale in auto-sufficienza.&lt;br /&gt;- Essere una piattaforma mediatica indipendente che promuove un’etica di responsabilità sociale. - Raggiungere una certa auto-sostenibilità organizzativa tramite attività sociali redditizie.&lt;br /&gt;- Aiutare le comunità delle baraccopoli a sviluppare le proprie capacità&lt;br /&gt;- Essere al servizio di organizzazioni internazionali impegnate in maniera innovativa negli slum di Nairobi&lt;br /&gt;La principale attività dei Ghetto Reporter consiste nell’informare sugli avvenimenti quotidiani all’interno delle baraccopoli, che ciascun componente del gruppo rappresenta (Kibera, Korogocho, Mathare, Soweto Kahawa, Kangemi, Embakasi, Mukuru, Dandora, Kawangware, Mitumba, Kwa Njenga, Kwa Reuben, Kayole). I giovani reporter, infatti, raccolgono notizie negli slum e le riportano alle agenzie giornalistiche di cui sono partner (talvolta le pubblicano direttamente sul proprio sito all’indirizzo &lt;a href="http://www.thebigissuekenya.org/"&gt;http://www.thebigissuekenya.org/&lt;/a&gt;) Le news e le informazioni, comprese statistiche, documentari e fatti del giorno, vengono pubblicate settimanalmente. Attualmente il gruppo conduce alla Radio Waumini un programma di 15 minuti, intitolato "Slums Diary", che va in onda ogni lunedì alle 21.30 riportando le notizie più importanti della settimana dalle differenti baraccopoli di Nairobi.&lt;br /&gt;I membri di Ghetto Reporters stanno accumulando conoscenze approfondite ed una vastissima esperienza sul campo: sono dunque in grado di mettere le proprie capacità a disposizione di progetti di ricerca, al fine di produrre benefici concreti per la comunità ed aiutarla ad affrontare problemi complessi con un approccio partecipativo e critico.Tramite documentari fotografici, interviste e focus group per ricerche qualitative, racconti e storie orali, mappe di comunità e sondaggi, si affrontano temi delicati ma di cruciale e quotidiana importanza quali sfratti forzati, HIV/AIDS, Governance, e questioni legate alla riduzione della povertà con particolare attenzione ai giovani.&lt;br /&gt;I Ghetto Reporters sono inoltre in prima linea nel restituire un’immagine dignitosa e sana agli insediamenti informali di Nairobi, per cui, in collaborazione con i residenti e con varie associazioni comunitarie di base, i nostri giovani giornalisti organizzano spesso momenti di pulizia comunitaria dei diversi slum, oltre a campagne ambientali con un occhio di riguardo alla questione dell'immondizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da non dimenticare poi che Ghetto reporters, con il supporto di altri partner, si occupa anche di organizzare eventi per la comunità, come conferenze, campagne, forum per la pace, formazione, etc..tutte iniziative finalizzate ad offrire ai giovani della comunità l’opportunità di sfruttare il proprio talento partecipando ad attività sportive, artistiche e culturali. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;La loro prossima impresa sarà la scalata del Kilimanjaro assieme a giovani di tutto il mondo..e con gioia, noi saremo al loro fianco!&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Per ulteriori informazioni visitate il sito &lt;a href="http://www.thebigissuekenya.org/"&gt;http://www.thebigissuekenya.org/&lt;/a&gt; o tornate a trovarci su questo blog dove a breve pubblicheremo il programma dell’iniziativa &lt;em&gt;Climbing Kilimanjaro for Peace – The Big Experience.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;I nostri ringraziamenti e complimenti a Cosmas M. Nduva per Kibera, ed a tutti gli altri Ghetto Reporter: Lucy Kilonzo per Embakasi, Nicholas Wamae per Soweto Kahawa, Fred Adino per Dandora, Oluoch O. Japheth per Korogocho, Sarah A. Achieng per Mukuru Kwa Njenga, Elizabeth Nduva per Mukuru Kwa Reuben, Easther Thiong’o per Deep Sea, Nancy Adhiambo per Huruma, Martin Njuguna per Kibera, Kelvin Odhiambo per Kariobangi, Bernard Adera per Kariobangi, Stephen Waema per Kibera, Mercy Wanjiru per Korogocho, Danchris Ochieng per Kawangware, Paul Njogu per Mattare, Calystus Mutuku per Mattare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7446265918644600475-2002566047673526388?l=solidafrica2007.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/feeds/2002566047673526388/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7446265918644600475&amp;postID=2002566047673526388' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/2002566047673526388'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/2002566047673526388'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/2009/01/i-giovani-ghetto-reporter-del-big-issue.html' title='I giovani Ghetto Reporter del The Big Issue Kenya - Un&apos;altra Africa'/><author><name>solidafrica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02974043361835713653</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='13250394127693992447'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SYMhGs9SYtI/AAAAAAAAAQQ/PwTNxG3q5S4/s72-c/36.JPG' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7446265918644600475.post-1790131420309091074</id><published>2009-01-21T01:32:00.000-08:00</published><updated>2009-01-21T01:43:23.444-08:00</updated><title type='text'>NO AFRICOM a Napoli e Vicenza</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ci rendiamo conto che tante sofferenze sono dovute alle scelte militaristiche dei nostri governi?&lt;br /&gt;Un esempio incredibile è l’annuncio fatto poco prima di Natale dal nostro Ministro degli Esteri Frattini, che AFRICOM, il supremo comando Americano per le truppe di terra e di mare per l’Africa, troverà posto a Napoli e a Vicenza.&lt;br /&gt;Africom, creato dal presidente Bush e inaugurato il primo ottobre 2008 a Stoccarda, è guidato dal generale afro-americano William “Kid” Ward. Il generale ha speso il 2008 a cercare una base per questo Comando in Africa. Ma la forte azione diplomatica del Sudafrica contro la presenza di Africom nel continente, ha impedito agli USA di trovarla.&lt;br /&gt;Come ultima chance gli americani hanno pensato di trovarla nel paese più vicino all’Africa, la Spagna ed esattamente a Rota (Cadice), ma Zapatero si è opposto. Non rimaneva che l’Italia! E il governo Berlusconi è stato ben felice di dare il benvenuto ad Africom a Vicenza e a Napoli. Il ministro Frattini ha anche detto che si tratta di “strutture di comando che operano nel quadro NATO”. Bugia! Il comando Africom è uno dei sei comandi unificati del Pentagono. Frattini ha inoltre dichiarato che non ci sono truppe da combattimento, ma solo componenti civili. Altra bugia! Africom ha come scopo la lotta al terrorismo e l’addestramento dei militari africani oltre alla protezione degli enormi interessi americani in Africa.&lt;br /&gt;E proprio per potenziare Africom, gli USA hanno costituito due nuovi corpi: i Marines per l’Africa (MAFORAF) e il Diciassettesimo Stormo dell’aeronautica militare USA con il nome di AFAFRICA. Quest’ultimo opererà soprattutto da Vicenza e Sigonella, oggi la più grande base aerea nel Mediterraneo. Le forze armate USA hanno fatto già sapere che 750 militari verranno assegnati a Napoli e a Vicenza. Frattini ha anche detto che la scelta del governo è stata presa dopo aver informato i paesi africani che hanno espresso grande supporto per questa decisione! Strana democrazia quella del governo Berlusconi che tiene nascosta una tale decisione al Parlamento e consulta invece i governi africani!&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il nostro Governo dando il suo consenso a Washington contribuisce ad una nuova operazione di stampo neocoloniale mirante al controllo delle aree strategiche dell’Africa.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Le domande che sorgono sono molte e inquietanti sia per il nostro governo e parlamento, sia per le amministrazioni della Campania e di Napoli, sia per la chiesa italiana.&lt;br /&gt;Governo e parlamento: in quali sedi e con quali procedure è stata presa questa decisione di grande importanza strategica? Perché il Parlamento italiano non è stato informato e non c’è stato nessun dibattito parlamentare? Il PD ha qualcosa da dire a riguardo?Oppure c’è un accordo bipartisan su tutto questo?&lt;br /&gt;Regione Campania e Comune di Napoli: la regione campana, nella persona del suo presidente Bassolino, è stata almeno consultata? E la sindaca di Napoli, Rosa Iervolino, è stata almeno interpellata, dato che Africom sarà posizionato a Napoli?&lt;br /&gt;Chiesa italiana: come mai che la CEI non ha alcuna parola da dire su scelte militaristiche così scellerate?&lt;br /&gt;Come mai gli istituti missionari e le realtà missionarie laicali come la FOCSIV non reagiscono a decisioni militaristiche così gravi?Come facciamo ad inviare missionari, suore, laici in Africa se non denunciamo scelte come queste che rendono l’Africa sempre più schiava e sfruttata?&lt;br /&gt;Alex Zanotelli, Napoli, 6/01/2009&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7446265918644600475-1790131420309091074?l=solidafrica2007.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/feeds/1790131420309091074/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7446265918644600475&amp;postID=1790131420309091074' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/1790131420309091074'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/1790131420309091074'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/2009/01/no-africom-napoli-e-vicenza.html' title='NO AFRICOM a Napoli e Vicenza'/><author><name>solidafrica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02974043361835713653</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='13250394127693992447'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7446265918644600475.post-4470266069158540099</id><published>2009-01-14T07:07:00.000-08:00</published><updated>2009-01-30T07:53:22.297-08:00</updated><title type='text'>Una cura per l'AIDS dalla Tanzania - Un'altra Africa</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;…"Ci meravigliamo ogni volta che sentiamo dire: "Questo medicinale manca", mentre nella maggior parte dei casi il rimedio della cui mancanza ci lamentiamo è lì, nel piazzale del dispensario o dell'ospedale. Quale è la sorpresa nel vedere che l'Africa continua ad acquistare medicinali all'estero invece di essere, come dovrebbe, uno dei grandi produttori ed esportatori di prodotti farmaceutici. In realtà, essa ha tutto sul suo territorio. Ciò che le manca sono dei laboratori di ricerca ben attrezzati e degli specialisti seri animati da un profondo spirito di scoperta."…&lt;br /&gt;Dominique Traoré Vice Presidente dell’Institut Pasteur, Parigi 1965&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5291170355118435378" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 258px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SW4DZ3bpbDI/AAAAAAAAAPo/WzRGjhS8H2M/s400/guaritore+elias.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una terapia per il cancro e l' Aids a base di foglie, cortecce e radici?&lt;br /&gt;Pare che esista e, sebbene le piante curative necessarie siano ancora oggetto di ricerca ed analisi in Africa Orientale ed in Italia, lo dimostrano i numerosi casi in cui il virus regredisce, casi che si moltiplicano di settimana in settimana nel cuore della Tanzania.&lt;br /&gt;A trovare la potenziale cura sono stati due guaritori tradizionali: Mama Fatume nota agli ospedali di tutto il Paese per la sua ricetta delle 41 piante, capace, appunto, di curare l' Aids, ed Elias, il guaritore Masai del villaggio di Ngarenanyki.&lt;br /&gt;Entrambi, assieme ad altri esperti di medicina tradizionale sono stati ufficialmente riconosciuti dal governo della Tanzania ed ammessi ad esercitare liberamente grazie alle loro capacità diagnostiche e curative: nonostante molti guaritori siano analfabeti, hanno nozioni approfondite di anatomia e fisiologia; conoscono gli organi e il loro funzionamento e sono in grado di diagnosticare anche malattie complesse, tra cui alcune forme di cancro; ulteriore dimostrazione delle loro competenze è data dal fatto che scelgono piante che contengono gli stessi principi attivi utilizzati in farmacologia, ed in alcuni casi anche principi ancora sconosciuti. Ormai persino gli ospedali consigliano ai pazienti terminali di rivolgersi ai guaritori perché in Tanzania, medicina moderna e tradizionale stanno imparando a collaborare per migliorare il servizio sanitario nazionale, scambiandosi i pazienti per diagnosi e terapie.&lt;br /&gt;La biodiversità e la pratica della medicina tradizionale, parte dell'eredità indigena, naturale e culturale, rappresentano un’opportunità di sviluppo per l’intero Paese, ed una fonte di speranza per tutto il Continente: diventa dunque di fondamentale importanza riuscire a tutelarle ed a promuoverle.&lt;br /&gt;A tal fine è nato negli ultimi anni il progetto “Conservazione e Valorizzazione delle Risorse Fito - Genetiche e della Conoscenza Medica Tradizionale in Tanzania”, finanziato dal Ministero degli Esteri Italiano ed eseguito congiuntamente da CINS (Cooperazione Italiana Nord Sud) e AAF (Associazione Africa Futura). Nell’ambito di questo progetto è stato costruito ed attrezzato, nel villaggio di Ngongongare un laboratorio di ricerca allo scopo di catalogare e salvaguardare le piante usate dai guaritori tradizionali, creando una piccola attività commerciale - un vivaio gestito dalle donne del villaggio in cui coltivare e vendere le piante che oggi i guaritori raccolgono in natura, percorrendo anche centinaia di chilometri – e moltiplicando le possibilità tecnologiche, i metodi conoscitivi e di ricerca e le relazioni internazionali indispensabili per trasformare il potenziale originario basato sulla biodiversità e sulle conoscenze tradizionali ad essa associate, in concreta risorsa economica e sociale per l’intero Paese.&lt;br /&gt;Per maggiori informazioni &lt;a href="http://www.tanzaniabiodiversity.com/"&gt;http://www.tanzaniabiodiversity.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;fonte Alessandra Viola - La Repubblica &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;foto da &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.tanzaniabiodiversity.com/gallery.php"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;http://www.tanzaniabiodiversity.com/gallery.php&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7446265918644600475-4470266069158540099?l=solidafrica2007.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/feeds/4470266069158540099/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7446265918644600475&amp;postID=4470266069158540099' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/4470266069158540099'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/4470266069158540099'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/2009/01/una-cura-per-laids-dalla-tanzania.html' title='Una cura per l&apos;AIDS dalla Tanzania - Un&apos;altra Africa'/><author><name>solidafrica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02974043361835713653</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='13250394127693992447'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SW4DZ3bpbDI/AAAAAAAAAPo/WzRGjhS8H2M/s72-c/guaritore+elias.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7446265918644600475.post-5948321625318212996</id><published>2009-01-09T17:53:00.000-08:00</published><updated>2009-01-30T07:53:58.452-08:00</updated><title type='text'>E' in arrivo...FESPACO - le Festival Panafricain du cinéma et de la Télévision de Ouagadougou - Un'altra Africa</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SWgBqQy3H_I/AAAAAAAAAPg/6nZK6G1jiHQ/s1600-h/fespaco.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5289479587921076210" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 131px; CURSOR: hand; HEIGHT: 130px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SWgBqQy3H_I/AAAAAAAAAPg/6nZK6G1jiHQ/s320/fespaco.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;«L’Africa deve poter creare le sue proprie immagini, al fine di offrire a livello internazionale la sua visione del mondo. La proliferazione di antenne paraboliche porta immagini provenienti da altrove che sommergono il nostro continente e spesso forgiano i modi di pensare dei nostri giovani. Una nostra maggiore produzione cinematografica e audiovisiva permetterà alla cultura africana di raggiungere questa giovane generazione che ne ha bisogno».&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Queste le parole con cui Baba Hama, delegato generale del FESPACO, il &lt;em&gt;Festival Panafricain du cinéma et de la Télévision de Ouagadougou&lt;/em&gt;, ha presentato la scorsa edizione della manifestazione.&lt;br /&gt;Il FESPACO, il più importante Festival del Cinema Africano, ogni due anni raduna in Burkina Faso i migliori registi del continente per un’affascinante competizione che celebra la cultura africana.&lt;br /&gt;La biennale di Ouaga, ormai giunta alla XXI edizione, festeggerà quest’anno il suo 40° compleanno. Dal 1969 infatti anima le vie della capitale burkinabé con migliaia di registi, critici e giornalisti provenienti da tutto il Continente e non solo, e con oltre duecento film in gara, nella stessa intensa settimana, affronta temi molto importanti quali: il dilemma tra innovazione e tradizione, l’emancipazione femminile, il passato da non dimenticare, l’immigrazione, la storia, il desiderio di perdono e riconciliazione, il ruolo delle religioni nella società e le speranze della quotidianità.&lt;br /&gt;Quest’anno il FESPACO si svolgerà dal 28 febbraio al 7 marzo sotto la direzione di Michel Ouedraogo, e contribuirà ancora una volta a promuovere, diffondere e tutelare la cinematografia Africana, intesa come mezzo d’espressione, educazione e coscientizzazione.&lt;br /&gt;Per informazioni ed iscrizioni potete consultare il sito ufficiale del festival &lt;a href="http://www.fespaco.bf/"&gt;http://www.fespaco.bf/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5289478864621053618" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 267px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SWgBAKSsprI/AAAAAAAAAPI/vsOBDxZjVCI/s400/fespaco09.bmp" border="0" /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7446265918644600475-5948321625318212996?l=solidafrica2007.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/feeds/5948321625318212996/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7446265918644600475&amp;postID=5948321625318212996' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/5948321625318212996'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/5948321625318212996'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/2009/01/e-in-arrivo-fespaco-le-festival.html' title='E&apos; in arrivo...FESPACO - le Festival Panafricain du cinéma et de la Télévision de Ouagadougou - Un&apos;altra Africa'/><author><name>solidafrica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02974043361835713653</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='13250394127693992447'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SWgBqQy3H_I/AAAAAAAAAPg/6nZK6G1jiHQ/s72-c/fespaco.bmp' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7446265918644600475.post-157860224704261827</id><published>2009-01-06T07:42:00.000-08:00</published><updated>2009-01-06T08:30:24.404-08:00</updated><title type='text'>Lettera da un folletto della foresta</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SWOD69jkZQI/AAAAAAAAAOM/h5E2pVdl3m0/s1600-h/Photo+044.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SWOD69jkZQI/AAAAAAAAAOM/h5E2pVdl3m0/s320/Photo+044.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5288215436442494210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;Ambositra, 4 gennaio 2009&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;Non mi è bastato per niente potervi scrivere due righe di auguri per potere accomplire il mio compito e potermi congedare da voi, solo perchè a natale è consuetudine fare così...per raggiungere la sufficieza ma non il massimo, per essere soddisfatti ma non felici...viviamo in un mondo di comodo e le nostre vite cercano in ogni modo di recintarsi in questo spazio egoistico governato dalla pigrizia e mancanza di volontà...parole dure per chi ha voglia di interrogarsi perchè nel mondo esistono così tante ingiustizie e perchè noi non riusciamo a mettere un minimo di ordine in questo “sviluppo” che ci ha completamente esternato da ciò che è essenziale...potevo essere più simpatico scrivendovi due righe di auguri e felicitazioni per questo anno 2009 che verrà, ma se quest’anno che verrà deve essere uguale a quello che è passato senza che le persone che hanno sofferto possano soffrire un minimo di meno, senza che l’acqua dei mari e dei fiumi possa essere meno inquinata, senza che le foreste e la biodiversità che ci vive possano essere meno tartassate, allora preferisco dirvi chiaramente che il nostro modello di vita è la causa di tutto questo e che la nostra responsabilità non è minore di chi la sofferenza la provoca con la violenza...non sentiamoci estranei da tutto questo perchè non lo siamo e se pensiamo che lavorare otto ore al giorno ci esula dalla responsabilità di contrastare tutte le ingiustizie che ci sono nel mondo allora siamo nel torto, siamo vigliacci e saremo degli eterni infelici che tornano stanchi alla sera dal lavoro si accomodano sul divano a vedersi il mondo dalla televisione e a natale ci si ritorna a fare gli auguri di pace e di un felice anno nuovo...no, basta! Alziamoci, la felicità deve vedersi dai pori della nostra pelle, la gioia deve leggersi nello splendore dei nostri occhi e la pace deve essere gridata ai quattro venti fino a che non si stancheranno delle nostre grida...&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;vogliamo un mondo diverso&lt;/span&gt;...affrontiamolo come possiamo questo nostro nuovo obbiettivo, ognuno con le sue possibilità e capacità...chi può dare 1 dia 1, chi può dare mille dia mille, chi può perdere la vita per una migliore la perda...non ci dobbiamo caricare di carichi troppo pesanti, carichi non nostri ed estranei ma dobbiamo combattere sui fronti che a noi sono più famigliari...svuotiamo le nostre dispense dai cibi che sappiamo avere impatti negativi sull’ambiente, svuotiamo il nostro corpo e i nostri pensieri dal superfluo, allontaniamoci dalle conversazioni inutili e incostruttive, dalle compagnie noiose e ignoranti, dalle abitudini abitudinarie e senza senso...limitarci nei nostri abusi non significa privarci del piacere di quella cosa ma dare alla cosa più importanza e gustarla molto di più al momento del suo consumo...non si deve approcciare la sobrietà per soffrire ma per dare maggiore valore alle cose...sapere che una persona del Madagascar non conoscerà mai il gusto del prosciutto o del parmigiano reggiano o dell’olio di oliva ci può fare riflettere sulla grandiosità del momento in cui noi possiamo gustare quelle cose...e come questi esempi per tutte le azioni che svolgiamo durante la nostra vita quotidiana, dal condurre l’automobile, dal guardare la televisione, dal prendere il treno, dall’andare al ristorante, dal comprare un vestito nuovo, dal farsi una vacanza al mare, in montagna o in un paese straniero, dal vederci un film al cinema, una partita di calcio, uno spettacolo a teatro, dall'abbracciare il proprio figlio, i propri genitori, la propria fidanzata, dal bersi un bicchiere d’acqua dal frigor, dal sedersi su di un water per fare i propri bisogni....tutto questo la maggior parte delle persone di questo mondo non possono permerresi di farlo! Non è lecito dare per scontato nulla ma tutto va analizzato nei suoi minimi particolari, perchè ogni nostra azione, ogni nostra abitudine e capriccio trovino in noi lo scoglio della loro analisi...coscientizzarsi per tutto e in tutto...chiedersi il perchè e per come...perchè io posso...perchè loro no...perchè costa tanto...perchè non costa niente...perchè per mangiare un cioccolatino devo scartare tre confezioni diverse e perchè per fare un bisogno in qualsiasi stazione italiana devo pagare dei soldi mentre urinare nel giardino della stazione è vietato?...perchè non ci sono più fontane nelle nostre città e perchè le sorgenti sono sempre meno? Perchè perchè e perchè?...&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;quello che deve prevalere è il nostro orgoglio per scaravoltare quelli che i piedi ce li vogliono mettere in testa e mostrargli che possiamo anche fare senza di loro&lt;/span&gt;, perchè ai nostri perchè noi abbiamo trovato la nostra risposta che come dice un tipo di nome &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Thic Nhat Hanh&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt; “Ogni volta che respiriamo coscientemente, che facciamo un passo con consapevolezza, ogni volta che sorridiamo, contribuiamo positivamente alla pace, abbiamo fatto un passo verso la pace nel mondo"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;e i nostri perchè e la nostra coscentizzazzione ci devono solo aiutare a fare un passo verso la nostra gioia interiore che non sarà mai svincolata da tutti gli esseri sofferenti e indifesi che vivono su questa terra...&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;viviamo e lottiamo insieme&lt;/span&gt; a queste persone. Pur non conoscendoci e pur essendo a migliaia di chilometri di distanza, abbiamo entrambi la sola umile e povera pretesa che il mondo sia un po meno peggiore di quello che era un secondo prima.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="text-align: justify;text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'courier new';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="text-align: justify;text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7446265918644600475-157860224704261827?l=solidafrica2007.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/feeds/157860224704261827/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7446265918644600475&amp;postID=157860224704261827' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/157860224704261827'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/157860224704261827'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/2009/01/lettera-da-un-folletto-della-foresta.html' title='Lettera da un folletto della foresta'/><author><name>solidafrica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02974043361835713653</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='13250394127693992447'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SWOD69jkZQI/AAAAAAAAAOM/h5E2pVdl3m0/s72-c/Photo+044.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7446265918644600475.post-6772682775201036570</id><published>2008-12-21T16:26:00.000-08:00</published><updated>2008-12-31T03:20:28.933-08:00</updated><title type='text'>Prossimamente...le incredibili magie del grande AL  Afroprestigiatore ed Europillusionista</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SVtVde8fhPI/AAAAAAAAAOE/Retsq_0L4o8/s1600-h/loc.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5285912552660763890" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 359px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SVtVde8fhPI/AAAAAAAAAOE/Retsq_0L4o8/s400/loc.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SU7e-HIODcI/AAAAAAAAAN8/_lGkpf1nyJE/s1600-h/Locandina+AL.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7446265918644600475-6772682775201036570?l=solidafrica2007.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/feeds/6772682775201036570/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7446265918644600475&amp;postID=6772682775201036570' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/6772682775201036570'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/6772682775201036570'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/2008/12/prossimamentele-magie-del-grande-al.html' title='Prossimamente...le incredibili magie del grande AL  Afroprestigiatore ed Europillusionista'/><author><name>solidafrica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02974043361835713653</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='13250394127693992447'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SVtVde8fhPI/AAAAAAAAAOE/Retsq_0L4o8/s72-c/loc.bmp' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7446265918644600475.post-1290001934509539084</id><published>2008-11-21T08:09:00.000-08:00</published><updated>2008-11-21T08:10:00.796-08:00</updated><title type='text'>FESTIVAL CINEMATOGRAFICO A BARI</title><content type='html'>Dal 21 al 28 novembre si svolgerà a Bari, presso il cinema Armenise, la 18esima edizione di Balafon il festival cinematografico dedicato all’Arte e cultura africana e della diaspora nera.&lt;br /&gt;Come ogni anno, durante le giornate del festival saranno proiettate diverse pellicole, in lingua originale e sottotitolate in italiano, che sono state selezionate accuratamente tra le più recenti opere cinematografiche realizzate da registi provenienti dal continente africano e dai paesi della diaspora nera, e suddivise per sezioni “film in concorso e fuori concorso”.&lt;br /&gt;Al termine del Festival saranno premiati il miglior lungometraggio e cortometraggio, il miglior attore e la migliore attrice protagonisti, il miglior attore e la migliore attrice non protagonisti, la migliore fotografia e la migliore colonna sonora. Il racconto filmico è mezzo di comunicazione immediato per conoscere le bellezze, le brutture, i sogni, i desideri, gli umori, le ilarità, la quotidianità, gli amori, le passioni, le tradizioni, la storia di popoli di diversi paesi.&lt;br /&gt;Il cinema si rivela un mezzo proficuo per una possibile e concreta comunicazione tra espressioni culturali diverse, elemento importante per la nostra società, che giorno dopo giorno sta configurandosi come una società multietnica. In questo contesto il Balafon Festival diventa un’opportunità per una rinascita dei paesi d’oltre mare e della stessa nostra terra, una possibilità per promuovere e diffondere le diverse realtà culturali e artistiche. E’ un’ iniziativa che desidera esprimere l’anima profonda del continente africano e dei “paesi africani” dispersi in tutto il mondo.&lt;br /&gt;Un festival di immagini, musiche e colori di altri mondi che si propone come un momento di incontro e di scambio fra identità culturali differenti cercando di ampliare gli orizzonti conoscitivi di ciascuno&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7446265918644600475-1290001934509539084?l=solidafrica2007.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/feeds/1290001934509539084/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7446265918644600475&amp;postID=1290001934509539084' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/1290001934509539084'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/1290001934509539084'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/2008/11/festival-cinematografico-bari.html' title='FESTIVAL CINEMATOGRAFICO A BARI'/><author><name>solidafrica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02974043361835713653</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='13250394127693992447'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7446265918644600475.post-1994561801556525189</id><published>2008-11-12T15:30:00.000-08:00</published><updated>2009-01-30T07:55:39.114-08:00</updated><title type='text'>Pamoja Dance Group - Un'altra Africa</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SRtsu43XSnI/AAAAAAAAANE/lrAClwfneNw/s1600-h/l_96e864e679374f8a8915d7b4e684e15b.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5267923741934307954" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 266px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SRtsu43XSnI/AAAAAAAAANE/lrAClwfneNw/s400/l_96e864e679374f8a8915d7b4e684e15b.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Pamoja Dance Group è una compagnia di danza giovanile, unica nel suo genere, composta da &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SRttKiqULhI/AAAAAAAAANU/QR3gT4HC7zs/s1600-h/l_8e8da22471892c862afca370d2344f42.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5267924217010335250" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 194px; CURSOR: hand; HEIGHT: 138px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SRttKiqULhI/AAAAAAAAANU/QR3gT4HC7zs/s200/l_8e8da22471892c862afca370d2344f42.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;circa 30 ballerini, con e senza disabilità fisiche, che lavorano sul potere dell’espressività corporea e sulle differenti abilità di ciascuno. &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SRttWuEU3rI/AAAAAAAAANc/9tCJ8S77Ki4/s1600-h/l_3b76bc83c7856a135bc1afbd013d666c.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5267924426230652594" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 116px; CURSOR: hand; HEIGHT: 153px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SRttWuEU3rI/AAAAAAAAANc/9tCJ8S77Ki4/s200/l_3b76bc83c7856a135bc1afbd013d666c.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tramite la danza, i ballerini del Pamoja Dance Group esprimono emozioni e situazioni delicate, ci parlano di libertà, oppressione e speranza, ispirati da avvenimenti storici o personali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fondata a Nairobi, in Kenya, con lo scopo di diffondere una nuova forma di integrazione tramite la creatività artistica, il Pamoja Dance Group (dal vocabolo ki-swahili Pamoja=insieme) unisce ragazzi accomunati dalla passione della danza che rappresentano, celebrandola, la diversità dell’essere umano, e la lotta contro ogni forma di esclusione sociale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://pamojadance.blogspot.com/"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5267925054385799138" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 213px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SRtt7SILv-I/AAAAAAAAANs/omFW1WSwing/s320/l_78f0ca74cba167d2f9851cec584b5c11.jpg" border="0" /&gt; &lt;a href="http://pamojadance.blogspot.com/"&gt;http://pamojadance.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7446265918644600475-1994561801556525189?l=solidafrica2007.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/feeds/1994561801556525189/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7446265918644600475&amp;postID=1994561801556525189' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/1994561801556525189'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/1994561801556525189'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/2008/11/pamoja-dance-group.html' title='Pamoja Dance Group - Un&apos;altra Africa'/><author><name>solidafrica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02974043361835713653</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='13250394127693992447'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SRtsu43XSnI/AAAAAAAAANE/lrAClwfneNw/s72-c/l_96e864e679374f8a8915d7b4e684e15b.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7446265918644600475.post-6715656118031572661</id><published>2008-11-09T23:47:00.000-08:00</published><updated>2008-11-12T17:11:12.161-08:00</updated><title type='text'>GRAZIE MAMA AFRICA!</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;L'ultima canzone per i SUD del Mondo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="txt"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5266981674927426226" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 432px; CURSOR: hand; HEIGHT: 173px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SRgT7XyKirI/AAAAAAAAAMs/qsirbau_UHE/s400/evening.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Voce leggendaria del continente africano e simbolo della lotta all'apartheid, Miriam Makeba, è morta in Italia a 76 anni, una volta lasciato il palco di Castel Volturno, in provincia di Caserta, dove aveva appena cantato in un concerto a sostegno dello scrittore Roberto Saviano, minacciato dalla camorra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conosciuta in tutto il mondo come "Mama Africa", Miriam Makeba nasce a Johannesburg il 4 marzo 1932 e si impone come cantante nel 1959, durante una tournèe negli Stati Uniti con il gruppo sudafricano "Manhattan Brothers". A 27 anni lascia il Sudafrica per necessità di carriera, senza immaginare che sarebbe stata poi bandita per le sue posizioni contro l'apartheid. Nel 1960 cerca di rientrare, per il funerale della madre, ma le autorità le tolgono la nazionalità. A seguito di questo bando, Makeba vive 31 anni in esilio, negli Stati Uniti, in Europa e in Guinea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu la prima donna nera a vincere il Grammy Award per l'album "'An Evening with Belafonte/Makeba", inciso insieme a Harry Belafonte nel 1965. Due anni dopo arriva la fama mondiale con 'Pata Patà, ispirata a una danza in una baraccopoli. Nel 1968 sposa il leader delle Pantere Nere, Stokely Carmichael. L'evento solleva controversie negli Stati Uniti e Makeba si vede annullare i contratti discografici. Carmichael e Makeba si trasferiscono in Guinea. Il matrimonio dura però pochi anni: nel 1973 Makeba si separa e riprende a cantare, soprattutto in Africa, Sudamerica ed Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la morte della figlia Bongi, nel 1985, "Mama Africa" si trasferisce in Europa, dove rimane fino al 1990, quando la liberazione di Nelson Mandela la convince a rientrare nel suo Paese. Ma passano sei anni prima che esca il suo nuovo disco, "Homeland", in cui racconta sempre l'apartheid, ma anche la gioia di essere tornata nel suo paese. «Ho mantenuto la mia cultura, ho mantenuto la musica delle mie origini - ha scritto nella sua biografia - grazie a questo sono diventata questa voce e questa immagine dell'Africa e del suo popolo, senza esserne cosciente». &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7446265918644600475-6715656118031572661?l=solidafrica2007.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/feeds/6715656118031572661/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7446265918644600475&amp;postID=6715656118031572661' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/6715656118031572661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/6715656118031572661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/2008/11/grazie-miriam-ci-hai-fatto-sognare.html' title='GRAZIE MAMA AFRICA!'/><author><name>solidafrica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02974043361835713653</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='13250394127693992447'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SRgT7XyKirI/AAAAAAAAAMs/qsirbau_UHE/s72-c/evening.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7446265918644600475.post-4272582749541556784</id><published>2008-11-02T15:12:00.000-08:00</published><updated>2008-11-08T14:27:29.450-08:00</updated><title type='text'>Interventi politici urgenti oltre l’emergenza umanitaria</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 2.4  (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { color: #0000ff } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Pubblichiamo l'appello di una rete di organizzazioni  della società civile direttamente impegnate in azioni di solidarietà con le comunità locali che in questo momento stanno subendo ancora una volta le ingiustizie della guerra. Nella regione a nord-est della Repubblica Democratica del Congo si stà consumando un altro dramma indispensabile per il capitalismo e il potere. C'è un milione di persone che vive in zone troppo ricche per loro. Infatti a qualche decina di metri sotto il loro piedi è pieno zeppo di coltano. Loro non lo sanno estrarre, anche perchè non saprebbero cosa farne visto che serve solo all'Occidente. Appunto. All'occidente serve quel minerale, che guarda caso si trova solo in quella zona del pianeta.&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Nella R.D. del Congo si sono da poco svolte le elezioni politiche per eleggere in nuovo Presidente e il nuovo Parlamento. Si è trattato di un evento storico per questo paese perchè da decenni era governato da un regime o da qualcosa del genere. C'è stata una "svolta democratica", come si dice in gergo politico moderno. E sono stati in tanti a sperare che, poichè la gente era andata alle urne e aveva espresso liberamente il voto, la situazione nel Paese e nel Kivu in particolare sarebbe migliorata! Addirittura l'Unione Europea ha finanziato missioni per garantire il corretto svolgimento delle elezioni che, infatti, si sono svolte correttamente. Ma il problema stà da un'altra parte, ad un altro livello della sfera sociale, sicuramente più in alto. Più in alto del vertice-simbolo della democrazia (intendendo un Presidente di una Repubblica eletto democraticamente). E allora possiamo affermare che nel caso del nord-Kivu, dove vive un milione di persone, la democrazia non è servita a nulla...segue l'appello&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span&gt;&lt;b&gt; &lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:11;"  &gt;APPELLO&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span&gt;&lt;b&gt; &lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:11;"  &gt;Per la pace nel Kivu&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span&gt;&lt;b&gt; &lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:11;"  &gt;Interventi politici  urgenti oltre l’emergenza umanitaria&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:11;"  &gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:11;"  &gt; &lt;span&gt;L'offensiva lanciata nel Nord Kivu dal CNDP (Congresso Nazionale per la Difesa  del Popolo), un esercito irregolare sotto il comando del generale Laurent Nkunda,  attestatosi alle porte della città di Goma, costringe ancora una volta la  popolazione inerme a prendere la strada della fuga. Non si sa con certezza  quanti siano questa volta i profughi che hanno dovuto abbandonare le loro case.  Certamente si tratta di centinaia di migliaia che vanno ad aggiungersi al  milione di persone già censite come sfollati dalle agenzie umanitarie. La  Comunità internazionale sta riconoscendo che si tratta di una nuova catastrofe  umanitaria e si sta mettendo in moto per l'invio di aiuti di emergenza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:11;"  &gt;&lt;span&gt;Resta tuttavia il problema  politico delle cause di questa nuova guerra e dei problemi lasciati irrisolti,  nonostante le elezioni nella Repubblica Democratica del Congo e i tanti accordi  non rispettati firmati dalle parti in causa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:11;"  &gt;&lt;span&gt;Sono tanti gli attori di  questa nuova crisi. Da una parte il Governo congolese, che nel Kivu ha ottenuto  con le elezioni del 2006 un grandissimo consenso, perché la popolazione sperava  che sarebbe stato capace di portare la pace e il diritto dopo tanti anni di  guerra.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:11;"  &gt;&lt;span&gt;Dall'altra il generale  Nkunda, che ha rifiutato di integrarsi con il suo gruppo armato nell'esercito  regolare congolese, come prevedevano gli accordi firmati. Di più, durante questi  anni, l'armata di Nkunda è andata sempre più rafforzandosi, anche con l'aiuto di  forze esterne al paese, primo fra tutti il governo rwandese. Nkunda in questo  momento ha anche il controllo amministrativo delle zone conquistate.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:11;"  &gt;&lt;span&gt;E' in campo anche l'Onu,  con una presenza massiccia di militari (17.000, di cui 8.000 nel Kivu) che  avrebbero il compito di assicurare il rispetto degli accordi presi, ma che  sempre più, nonostante il mandato ricevuto in base al capitolo VII dello Statuto  delle Nazioni Unite, non riesce a garantire l'osservanza di questi accordi,  suscitando così la reazione della stessa popolazione, che si sente non protetta  e abbandonata. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:11;"  &gt;&lt;span&gt;Sullo sfondo di tutto la  ricchezza di questo territorio, definito “scandalo geologico”, che ha fatto dire  ai vescovi congolesi che questa guerra è un “paravento” che nasconde lo  sfruttamento indiscriminato delle risorse.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:11;"  &gt;&lt;span&gt;A subire questa tragedia  resta la popolazione inerme, stremata da una lunghissima guerra che ha fatto  oltre quattro milioni di vittime e delusa nelle proprie speranze più profonde  dopo aver partecipato in massa e con entusiasmo al processo elettorale.  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:11;"  &gt;&lt;span&gt;I problemi e le sfide sul  campo sono tanti: la costruzione di uno stato di diritto nella Repubblica  Democratica del Congo, dopo una lunghissima guerra e la dittatura di trent'anni  circa di Mobutu; la qualificazione dell'esercito della Repubblica Democratica  del Congo, impreparato e corrotto, con i militari malpagati o non pagati, i  quali trovano il loro mantenimento vessando la popolazione; la difficoltà di  mettere insieme in un unico esercito gruppi armati che per anni si sono  combattuti tra loro; la presenza nel territorio congolese di profughi hutu  rwandesi e dei loro figli che si sono rifugiati in questo territorio dopo il  1994 e che non possono essere semplicemente definiti tutti come Interahamwe e  responsabili del genocidio rwandese; l'entrata in campo di nuovi soggetti che  vogliono partecipare allo sfruttamento delle ricchezze del territorio, primo fra  tutti la Cina, con la quale il Governo congolese ha stipulato un accordo; la  probabile ingerenza di paesi confinanti, primo fra tutto il Rwanda, che alcuni  affermano aspiri ad impadronirsi di questo territorio anche tenendo conto della  sovrappopolazione che l'affligge.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:11;"  &gt;&lt;span&gt;Noi sappiamo che,  nonostante questi problemi irrisolti e la grande delusione dopo le elezioni, la  gran parte della popolazione ha ancora la volontà di costruire una convivenza  pacifica, uscendo definitivamente dalla guerra. Donne e uomini che si  organizzano per resistere, per tentare di trovare non solo i mezzi per la  sopravvivenza, ma anche e soprattutto strade di riconciliazione e di pace. E' su  queste persone, crediamo, che si deve contare per iniziare un'inversione di  marcia che ponga le basi di una pace stabile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:11;"  &gt;&lt;span&gt;Nel frattempo occorre dare  voce alla politica, cominciando da alcuni punti fermi:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;span&gt;	&lt;li&gt; 	&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 0cm; margin-left: 0cm;"&gt; 	&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:11;"  &gt;Organizzare  con urgenza l’azione umanitaria per rispondere all’emergenza;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt; 	&lt;li&gt; 	&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 0cm; margin-left: 0cm;"&gt; 	&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:11;"  &gt;Partire  dagli accordi firmati tra le parti. Occorre che la Comunità internazionale si  mobiliti perchè siano attuati. Ci riferiamo in particolare agli accordi di  Nairobi del novembre 2007 (disarmo dei gruppi armati dei profughi hutu rwandesi)  e l'accordo  firmato a Goma nello scorso mese di gennaio che dava vita al  “Progetto Amani” per il disarmo di tutti i gruppi armati;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt; 	&lt;li&gt; 	&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 0cm; margin-left: 0cm;"&gt; 	&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:11;"  &gt;Ribadire  il mandato, unificando le regole di ingaggio dei contingenti delle Nazioni Unite  presenti nel Kivu, perché possano svolgere il compito che è loro assegnato, cioè  quello di far rispettare gli accordi e proteggere la popolazione. Anche fermando  le truppe irregolari di Nkunda che stanno occupando il territorio;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt; 	&lt;li&gt; 	&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 0cm; margin-left: 0cm;"&gt; 	&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:11;"  &gt;Creare un osservatorio internazionale sulle concessioni minerarie e di  	legname affinché si arrivi ad accordi legali e trasparenti e anche la  	popolazione possa godere del frutto di queste immense ricchezze;&lt;/span&gt; 	&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; 	&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 0cm; margin-left: 0cm;"&gt; 	&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:11;"  &gt;Arrivare ad accordi stabili per evitare sconfinamenti da parte dei paesi  	confinanti;&lt;/span&gt; 	&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; 	&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 0cm; margin-left: 0cm;"&gt; 	&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:11;"  &gt;Risolvere definitivamente il problema della presenza nel Kivu dei profughi  	hutu rwandesi, distinguendo le responsabilità e non colpevolizzando l'intera  	comunità. Uno degli elementi dello stato di diritto è il riconoscimento  	della soggettività della colpa e della pena;&lt;/span&gt; 	&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; 	&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 0cm; margin-left: 0cm;"&gt; 	&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:11;"  &gt;Partendo dalla sofferenza delle persone colpite, instaurare un dialogo ad  	oltranza che ridoni fiato alla politica e blocchi ogni scorciatoia di  	violenza armata;&lt;/span&gt; 	&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; 	&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 0cm; margin-left: 0cm;"&gt; 	&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:11;"  &gt;Proprio per questo, ripristinare l'embargo delle armi per i paesi della  	Regione, primi fra tutti la Repubblica Democratica del Congo, il Rwanda e  	l’Uganda;&lt;/span&gt; 	&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; 	&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 0cm; margin-left: 0cm;"&gt; 	&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:11;"  &gt;Sostenere gli sforzi della società civile organizzata affinché possa  	svilupparsi sempre più il processo di riconciliazione e di perdono  	reciproco.&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/span&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:11;"  &gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:11;"  &gt;&lt;span&gt;Facciamo appello  all’Italia, che è membro del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, perché  svolga un ruolo attivo in quella sede e in Europa affinché vengano rispettati i  diritti delle persone, sviluppata la democrazia, fermata ogni aggressione armata  e finalmente perseguita la pace.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:11;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:11;"  &gt;&lt;br /&gt;5 novembre 2008&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;i&gt;  &lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:11;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Per approfondimenti: &lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;www.chiamafrica.it&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.congoweek.org/"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;p.s. suggerisco intermezzo musicale: &lt;span style="font-size:78%;"&gt;http://it.youtube.com/watch?v=zaPdmyAQm_0&amp;amp;feature=related&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7446265918644600475-4272582749541556784?l=solidafrica2007.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/feeds/4272582749541556784/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7446265918644600475&amp;postID=4272582749541556784' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/4272582749541556784'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/4272582749541556784'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/2008/11/situazione-drammatica-in-congo.html' title='Interventi politici urgenti oltre l’emergenza umanitaria'/><author><name>solidafrica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02974043361835713653</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='13250394127693992447'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7446265918644600475.post-2543369212658859879</id><published>2008-10-15T06:27:00.000-07:00</published><updated>2008-10-15T06:29:28.921-07:00</updated><title type='text'>Neo-razzismo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Il razzismo è ritornato di moda. Si avverte per le strade e nelle piazze delle nostre città. Oggi, però, a differenza del passato, questo sentimento non si basa più su discriminazioni di carattere ideologico (colore della pelle o presunta inferiorità) quanto su motivazioni molto più pratiche. L'immigrato viene classificato come colui che arriva nel nostro paese e causa dei problemi. Il fenomeno dell'immigrazione è vissuto come un intoppo al buon funzionamento della nostra società.&lt;br /&gt;Nel sud Italia, dove la maggiore preoccupazione è quella del “posto di lavoro” il razzismo è alimentato soprattutto dal fatto che sempre più la manodopera umile e a basso costo viene affidata agli immigrati (raccolte agricole o servizi di pulizia). Al nord invece, dove il costume dell'accoglienza non si è mai distinto, si incriminano gli immigrati dei fatti più gravi (violenze e stupri) attribuendo loro l'esclusiva di tali fatti e mascherando la triste verità delle violenze domestiche mai denunciate. Poi, da sud a nord, l'immigrato è quello che ruba, spaccia, bivacca, ecc.&lt;br /&gt;Nulla da dire, questi fatti sono veri ed alcuni anche molto gravi. Ma se si volessero contare gli episodi gravi commessi dagli immigrati e quelli commessi da italiani nei loro confronti probabilmente si scoprirebbero dati interessanti. In questa sede basta ammettere che con sempre maggiore frequenza e mai come in quest'ultimo periodo sembra ci sia in corso una vera e propria “caccia all'immigrato”.&lt;br /&gt;Questa nuova idea si potrebbe definire neo-razzismo. Parte certamente dal rifiuto violento dell'altro ma, appunto, è spinta da motivazioni concrete e agisce concretamente. La cosa che maggiormente preoccupa è che si possono trovare forme di neo-razzismo ovunque e chiunque ne può fare parte. Così si possono trovare allo stadio durante una partita di calcio, all'aeroporto mentre si attraversa la dogana, ad un chiosco mentre rubi caramelle o all'ingresso della scuola mentre attendi l'inizio della lezione. E la politica che ci governa che fa? Scende in piazza anch'essa per manifestare a Pordenone il proprio “dissenso” verso la Campagna “Persone” che da aprile porta nelle città italiane l'Africa che non avrà più bisogno del nostro aiuto. Ma gli esponenti della lega questo evidentemente non l'hanno capito e neanche si sforzano a farlo. E' più semplice e populista urlare grida di battaglia rivolgendosi a noi dichiarando: ”Questa pagliacciata non andrà oltre. Muore sul Piave. Noi la fermeremo!” (Corriere della Sera,11.10.08).&lt;br /&gt;Dunque, questa nuova ideologia non conosce classi bensì le include tutte. Si tratta di una “classe di pensiero” trasversale e in costante espansione. Ma come mai emerge proprio ora? Potrebbero esserci diversi motivi, la cui contingenza ha portato proprio ora a maturazione questo amaro frutto. Sicuramente la società del nostro paese non ha mai cancellato definitivamente i segni del fascismo e ancora oggi sono tanti i nostalgici più o meno dichiarati. Tuttavia, fino alle ultime elezioni politiche, il termine razzismo sembrava essere stato messo al bando dal comune sentire della società. Dopo l'ultimo avvicendamento, al governo del paese sono approdate personalità che sulle vicende del “ventennio” non hanno mai chiarito la propria posizione. Fatto sta che da subito la questione dell'immigrazione è stata inquadrata nelle politiche per la sicurezza del paese ed affrontata con un maggiore impiego di forze dell'ordine. Nel frattempo qualche partito di maggioranza propone di istituzionalizzare le cosiddette “ronde padane” con la funzione (affidata a volontari cittadini) di sorvegliare e difendere i quartieri delle città dagli immigrati. L'odio razziale sembra trovare legittimità dalle istituzioni mentre la spirale di violenze gratuite sembra non avere fine.&lt;br /&gt;In tale situazione il celebre quesito “che fare?” ritorna quantomai attuale. Ogni persona di buona volontà dovrebbe porselo. La risposta non è semplice perché la questione è molto complessa, ma una cosa è certa, restare a guardare equivale ad essere complici!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7446265918644600475-2543369212658859879?l=solidafrica2007.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/feeds/2543369212658859879/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7446265918644600475&amp;postID=2543369212658859879' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/2543369212658859879'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/2543369212658859879'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/2008/10/neo-razzismo.html' title='Neo-razzismo'/><author><name>solidafrica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02974043361835713653</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='13250394127693992447'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7446265918644600475.post-5316082021235696332</id><published>2008-10-09T18:25:00.000-07:00</published><updated>2008-10-14T14:43:34.449-07:00</updated><title type='text'>scolLEGA NORD</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SPE0FMC9_yI/AAAAAAAAAJY/qm5YveFAxzM/s1600-h/DSC04754.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256039503855746850" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SPE0FMC9_yI/AAAAAAAAAJY/qm5YveFAxzM/s320/DSC04754.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Era ora che vi svegliaste! Cari ignoranti (nel senso che evidentemente si ignora il contenuto nell'evento) della lega nord. Ma come, è da aprile che stiamo girando l'italia con questa pagliacciata e ve ne accorgete solo adesso? Vabbè, comunque io e noi...vi aspetto/iamo... e mi raccomando siate puntuali non fate come i terroni o come gli africani!...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;09.10.2008&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&amp;amp;Codice=3934528&amp;amp;Data=2008-10-9&amp;amp;Pagina=1"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&amp;amp;Codice=3934528&amp;amp;Data=2008-10-9&amp;amp;Pagina=1&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.cipsi.it/nuovo/cipsi/master/visualizza.asp?ID=1&amp;amp;spot=300&amp;amp;cartella=centro&amp;amp;pagina=1"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;http://www.cipsi.it/nuovo/cipsi/master/visualizza.asp?ID=1&amp;amp;spot=300&amp;amp;cartella=centro&amp;amp;pagina=1&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10.10.2008&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&amp;amp;Codice=3935852&amp;amp;Data=2008-10-10&amp;amp;Pagina=PORDENONE"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&amp;amp;Codice=3935852&amp;amp;Data=2008-10-10&amp;amp;Pagina=PORDENONE&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;11.10.2008&lt;br /&gt;...e sono arrivati puntuali stamattina, per la verità anche un po' in anticipo, con le loro bandiere e i loro fazzoletti verdi (che non ho mai capito se servono a pulire il naso o cosa). Ma oggi ho capito che non hanno argomenti. Non intendo slogan, di quelli ne hanno diversi. Intendo questioni serie da discutere, motivazioni sensate da proporre rispetto al dissenso che hanno espresso verso il nostro evento. Oggi è risultata chiara la loro ignoranza verso i temi che proponiamo. Sulle pagine del &lt;em&gt;Corriere della Sera &lt;/em&gt;dichiarano testualmente che &lt;em&gt;"questa pagliacciata non arriverà a Trieste.&lt;/em&gt; (prossima tappa in programma) &lt;em&gt;Muore sul Piave! Noi la fermeremo!".&lt;/em&gt; Hanno inveito contro le sagome degli africani gridando &lt;em&gt;"via gli immigrati!"&lt;/em&gt;... se si fossero informati avrebbero capito (forse) che quelle sono persone reali che vivono e lavorano in Africa; progettano il proprio futuro secondo i tempi e i modi della propria cultura e società; stanno bene in Africa e non hanno nessuna intenzione di lasciare la propria terra. Figuriamoci, poi, se mai avrebbero potuto capire che la nostra idea è quella di sostenere meccanismi e strumenti dell'auto determinazione per far sì che gli africani trovino conveniente restare nella propria terra d'origine. Si sono presentati con un collage (improvvisato all'ultimo minuto) di articoli di giornali tipo &lt;em&gt;la Padania e Libero &lt;/em&gt;in cui si riportano cronache di fatti gravi compiuti da albanesi e persone dell'est (mi chiedo se hanno capito che la mostra tratta questioni che riguardano l'Africa). In questo cartellone era rimasto qualche spazio vuoto, prontamente riempito con una foto di Bin Laden e delle torri gemelle. Insomma, la loro tanto annunciata mostra, che dichiarano di portare in tutta Italia, è questa.&lt;br /&gt;Per la cronaca, stamattina presto abbiamo ricevuto la visita del vescovo; durante la straordinaria visita dei padani c'è stata una breve zuffa che ha richiesto l'intervento della polizia; nel pomeriggio c'è stata una allegra e gioiosa festa con musica, balli e buonissimo tè africano. Dalla bella piazza di Pordenone è tutto, se ci sono novità vi terrò aggiornati. Non mi resta che darvi l'arrivederci. A risentirci da Trieste, dove vi assicuro che arriveremo, perché non moriremo e soprattutto perché nessuno ci fermerà! &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;amp;currentArticle=JI95L"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;amp;currentArticle=JI95L&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&amp;amp;Codice=3937090&amp;amp;Data=2008-10-11&amp;amp;Pagina=2"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&amp;amp;Codice=3937090&amp;amp;Data=2008-10-11&amp;amp;Pagina=2&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;12.10.2008&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&amp;amp;Codice=3938341&amp;amp;Data=2008-10-12&amp;amp;Pagina=3"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&amp;amp;Codice=3938341&amp;amp;Data=2008-10-12&amp;amp;Pagina=3&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;14.10.2008&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&amp;amp;Codice=3940484&amp;amp;Data=2008-10-14&amp;amp;Pagina=4"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Pordenone&amp;amp;Codice=3940484&amp;amp;Data=2008-10-14&amp;amp;Pagina=4&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256040507908029122" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SPE0_obr-sI/AAAAAAAAAJg/KDZWRi9WIUE/s320/DSC04756.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7446265918644600475-5316082021235696332?l=solidafrica2007.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/feeds/5316082021235696332/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7446265918644600475&amp;postID=5316082021235696332' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/5316082021235696332'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7446265918644600475/posts/default/5316082021235696332'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidafrica2007.blogspot.com/2008/10/appuntamento-pordenone.html' title='scolLEGA NORD'/><author><name>solidafrica</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02974043361835713653</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='13250394127693992447'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_zV5e7wRSjjw/SPE0FMC9_yI/AAAAAAAAAJY/qm5YveFAxzM/s72-c/DSC04754.JPG' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry></feed>