lunedì 18 maggio 2009

Giovani in azione per il futuro della Liberia – Un’Altra Africa


Puntando tutto su rispetto, dignità e motivazione, tanti giovani in Liberia hanno deciso di unirsi in una coalizione: la Coalizione dei movimenti della gioventù liberiana, organizzazione apolitica no-profit, il cui motto è "Partnering to Shape the Future of Liberian Youths Everywhere”.
Scopo della LYC, dall’acronimo inglese di Liberian Youth Coalition, è riunire, formare, ed offrire opportunità a tutti i giovani Liberiani in qualunque parte del mondo risiedano, per lottare contro la povertà, il "sottosviluppo" e l’instabilità politica.
Come ci ricorda il presidente Maxwell Gribsbay: “we need to be persistent in our actions and commitments to contribute to the development of our youths who are the future of Liberia”.
A dimostrazione del proprio impegno e perseveranza - mentre in Europa si moltiplicano gli spot semplicemente per invitare i giovani a votare alle Elezioni del Parlamento Europeo, che si terranno il 6 e 7 Giugno 2009 - in questi giorni la LYC sta manifestando per le strade e davanti al Parlamento di Monrovia per chiedere le dimissioni del Ministro della Giustizia, Philips Banks, dopo la recente apertura di un'inchiesta per "uso illegale" di 508.000 dollari americani: Richiesta, a quanto pare più che legittima, dato che i dollari (sottratti durante un arresto), sarebbero dovuti essere versati nelle casse dello Stato mentre invece pare che siano stati spesi in fantomatiche operazioni di sicurezza. Il Governo non si è ancora espresso a riguardo, ma certamente i Giovani membri della Coalizione continueranno nella loro opera per offrire un futuro migliore alla Liberia ed ai suoi figli.

venerdì 15 maggio 2009

Come un uomo sulla Terra

Dall'impegno di Riccardo Biadene, Andrea Segre e Dagmawi Yimer nasce il documentario "Come un uomo sulla Terra": per la prima volta in un film, la voce diretta dei migranti africani sulle brutali modalità con cui la Libia controlla i flussi migratori, su richiesta e grazie ai finanziamenti di Italia ed Europa.

Per pretendere la fine delle violenze e delle deportazioni arbitrarie, firmate la petizione on line che trovate sul blog di Come un uomo sulla Terra...

http://comeunuomosullaterra.blogspot.com/">

Come un uomo sulla terra

un film di Riccardo Biadene, Andrea Segre, Dagmawi Yimer
Regia di Andrea Segre e Dagmawi Yimer in collaborazione con Riccardo Biadene

con Fikirte Inghida, Dawit Seyum, Senait Tesfaye, Tighist Wolde, Tsegaye Nedda, Damallash Amtataw, Johannes Eyob, Tsegaye Tadesse, Negga Demitse

Musiche originali: Piccola Bottega Baltazar
Soggetto e Fotografia: Andrea Segre
Montaggio: Luca Manes (OFF!CINE) con la collaborazione di Sara Zavarise (ZaLab)
Collaborazione al soggetto: Stefano Liberti
Consulenza giornalistica: Stefano Liberti e Gabriele Del Grande
Consulenza storica: Alessandro Triulzi
Consulenza editoriale: Alberto Bougleux (ZaLab)Grafica: Marco Lovisatti
Postproduzione audio: Riccardo Spagnol
Traduzioni: Dagmawi Yimer, Riccardo Biadene, Mattia Bilardello

lunedì 11 maggio 2009

The clever donkey - It is over!But now, nimechanuka uko mashakani..my time has come to stand for my rights!

Dal compositore, cantante e musicista del nuovo disco "Manani Amani" (presto in uscita anche in Italia), ci arriva da Nairobi una poesia che grida la ribellione dei più deboli contro l'umiliazione e lo sfruttamento quotidiano che subiscono, la presa di coscienza e l'alzarsi in piedi per i propri diritti, il sollevare la testa contro chi cerca di comprarli pagando miseramente il loro lavoro con un salario da fame o tentando di comprarne il voto come se la loro dignità valesse meno del denaro e degli agi dei propri sfruttatori che si sono arricchiti sulle sofferenze altrui.
Un determinato rifuto allo sfruttamento da leggere tutto d'un fiato per un respiro di speranza.."it is over...My time as come to stand for my rights"!!!!

THE CLEVER DONKEY

It is over! It is over! It is over! I said, it is over!
Today I am not going to work.
I said, am not working at all.
You have been using me the way you want.
Calling me, a stupid donkey.
Who doesn’t know his own rights?
You have been over working from morning to evening.

You have been giving me grass
While you eat meat and drink milk from my own sweat.
If you want to kill me, go ahead and kill me.
Because I said,
Am not going to change my mind.
I said, am not working at all.

You called me a fool donkey,
Mushamba wa mashambani
But now, nimechanuka uko mashakani
My time has come to stand for my rights
My rights as a poor donkey

Remember the day I started working for you,
You were very thing! Very thing! Like a needle!
Yes like a needle.
And now, you have grown rich and fatty
Look at your big belly, the way you dress.
This is because of me.
Stop pretending that you don’t know me
So go ahead and kill me if you like.
Because I said, I am not working at all.

I am still waiting for you,
To buy me for another term
The way you did last year
Just because am still a donkey?
You will see even if you buy me,
I said, am not going to work.And I will not stop to say…
By Stanley Didi

"O molho de feijão que a minha mae preparou" - Un'altra Africa

“Imparare a vivere e non lasciare che la vita ci viva” è uno dei motti di Osvaldo Lourenço, menino de rua na rua, come è solito definirsi lo stesso Osvaldo…
Menino DE rua NA rua, perché dopo aver trascorso 6 anni per le strade di Maputo, capitale del Mozambico, e dopo aver ricevuto - grazie a Padre Vicente Berenguer che ha creduto in lui e nella sua sensibilità ed abilità poetica – l’opportunità di studiare e di avere un tetto sulla testa, Osvaldo è tornato in strada per mettere la propria esperienza, la propria formazione psico-pedagogica, e la propria casa, a disposizione di tutti i piccoli “desfavorecidos” che incontra.
Aperta a circa 80 bimbi e ragazzini di età compresa tra i 4 ed i 15 anni, la sua casa nel quartiere periferico di Matendene a Maputo è diventata in breve la Casa Comunitaria Infantile di Matendene, meglio conosciuta come “Molho de feijão que a minha mãe preparou”, espressione con la quale Osvaldo ama riferirsi a tutto ciò che le varie esperienze della vita ci offrono, mescolate assieme alla nostra buona volontà in un’unica e saporita zuppa, molho de feijão appunto, ovvero tutto ciò di cui si ha bisogno per imparare a vivere: la formazione intellettuale, personale e morale dei ragazzini di strada di Maputo, di bambini con disabilità fisiche e visive, e dei piccoli che avendo perso i genitori vivono con i nonni nel barrio di Matendene, costituisce difatti l’obiettivo dell’Associazione Muodjo di cui Osvaldo è presidente,
L’associazione, che aspira ad estendersi a livello nazionale nelle province di Beira, Tete, Zambezia ed Inhambane (essendosi guadagnata il sostegno della sposa del Presidente, dell’EDM, della Croce Rossa Mozambicana e del PIREP), organizza periodicamente:
- workshop ed eventi comunitari di sensibilizzazione per far sentire i piccoli accolti e non rifiutati dalla società;
- promuove attività culturali (sessioni di musica e danza tradizionale, pomeriggi con gli antichi canta-storie…);
- stimola la creatività dei bambini con varie attività artistiche (pittura, arte plastica, tecniche di riciclo di materiali di scarto, corsi in collaborazione con il Museo de Arte di Maputo);
- propone attività formative (corsi di lingua inglese ed informatica):
- ed opera quindi come “Scuola di risorse,formazione vocazionale ed abilità per la vita”…in sintesi: molho de feijão que a minha mãe preparou!

Ma l’insegnamento più grande che i piccoli di Matendene possono ricevere, è racchiuso nel nome stesso dell’Associazione: Muodjo.
Muodjo rappresenta infatti quello spazio antropologico di oscurità in cui l’essere si auto-destina, determina e sprigiona tutte le proprie abilità che saranno poi necessarie per liberarsi, uscire dall’oscurità e vivere.
L’esperienza di Osvaldo dimostra a tutti che è possibile liberarsi e tornare a vivere; con il suo impegno sociale e la sua grinta, prova a grandi e piccini, ricchi e non, che nel momento in cui la società accoglie gli esclusi…”coisas maravilhosas vao a acontecer”..accadono cose meravigliose!


Per ulteriori informazioni, potete scriverci al nostro indirizzo
solidafrica2007@libero.it
o contattare direttamente Osvaldo al numero +258-824322197
mail: yosvaldoo@yahoo.com.br

venerdì 24 aprile 2009

"Alone, one achives nothing.
Together, we have the strenght to rebuild our Mother Africa and bring back her power and dignity"

"Seule, on n'arrive à rien.
Ensamble, nous somes plus forts pour relever notre Mère Afrique et lui rendre sa force et sa dignité"
DOBET GNAHORE'

giovedì 9 aprile 2009

giovedì 12 febbraio 2009

Viaggio responsabile in Kenya



Soli d'Africa guarda il Kenia come prossima meta da raggiungere. Si preparano per un viaggio. Cercano il modo, tra mille impegni, per liberarsi in quel periodo e fanno conti in tasca per raccimolare i soldi necessari. Manca ancora un pò di tempo alla partenza, ma la fase organizzativa è già partita. Da Nairobi i ragazzi del The Big Issue ci mandano la conferma di fattibilità. Per i biglietti la formula è: prima si prenotano, meno si pagano. Tante cose a cui pensare, ma la mente sembra essere già lì. Per molti di noi significa ritornare in quella terra e tra quella gente conosciuta al World Social Forum. Per altri significa conoscere il secondo, terzo, quarto...paese dell'Africa. Per chi non è stato ancora contagiato dal Mal d'Africa sarà La Sua Prima Volta!

Il viaggio comincia dalla città di Nairobi, per la precisione dai suoi piccoli e grandi insediamenti informali meglio conosciuti come baraccopoli o slum. Un breve corso di ki-swahili sarà in modo migliore per entrare in contatto con le realtà dei luoghi. Scaleremo (da principianti) il Kilimanjaro non solo per vivere una sfida fantastica alle pendici del monte più alto d’Africa, ma soprattutto per partecipare all’evento internazionale “Climb Kilimanjaro for peace” organizzato dai Ghetto Reporters del The Big Issue (mensile di giornalismo di strada). Il viaggio proseguirà alla volta della sorgente del Nilo per poi fermarsi due giorni nel posto dove ha avuto origine la specie umana: la Rift Valley. Come in ogni buon viaggio, gli ultimi giorni saranno dedicati al relax sulla costa dell’Oceano.

Programma

4 sabato: Partenza; arrivo e sistemazione a Nairobi
5 domenica: Visita di Nairobi City
6 lunedì: Visita di Dandora e lezione di Ki-Swahili
7 martedì: Visita alla “Shalom house” centro ricerche di Amani; lezione di Ki-Swahili
8 mercoledì: Visita di Korogogho e passeggiata fino a Dandora; lezione di Ki-Swahili
9 giovedì: Visita di Mathare - lezione di Ki-Swahili
10 venerdì: Partenza da Nairobi alla volta del Monte Kilimanjaro
11 sabato: Scalata del Kilimanjaro
12 domenica: Ritorno a Nairobi
13 lunedì: Partenza per Kisumu; escursione in barca sul Lago Vittoria
14 martedì: Partenza per Naivasha; visita e sistemazione sul lago
15 giovedì: Visita della Rift Valley attraverso Hell’s gate National Park
16 venerdì: Partenza per Tiwi Beach sull’Oceano Indiano
17 sabato: Spiagge bianche, mare corallino e tanta pace!
18 domenica: Partenza per Nairobi
19 lunedì: Saluti e partenza per l’Italia

Durante tutto il viaggio saremo accompagnati da guide locali.
Caratteristiche dei viaggiatori: senso di avventura, adattamento e forte responsabilità sociale.
Periodo: 4-19 aprile 2009
Costo: 1500 Euro
Partecipanti: massimo 10
Adesioni: entro il 28 febbraio